Steel Attack – Recensione: Diabolic Shymphony

Dopo l’uscita del deludente ‘Enslaved’ del 2004, il timore che gli Steel Attack potessero continuare sulla strada dell’autodistruzione con un sound sempre più modernista ed astruso, privo della melodia che li ha resi noti con le tre release precedenti, era altissimo.

In realtà il nuovo e quinto album ‘Diabolic Shymphony’, sebbene rimanga a grandi linee sulla scia dell’opera precedente, fa rimarcare note assai positive.

Innanzitutto dosi massicce di melodia ritornano nel sound della band svedese, sebbene mediate in uno stile che ha abbandonato per sempre, aimè, il power metal degli esordi, per approdare ad un heavy metal a tratti sinfonico ed a tratti progressive, dalle tinte fosche e pesanti.

Il nuovo stile del gruppo è tutto tranne che amichevole, la registrazione è ottima ma l’approccio al pezzo è macchinoso e non immediato e sono necessari diversi ascolti per poter assaporare canzoni che comunque lasciano abbastanza aridi.

Nel complesso è aumentata l’aura di aggressività come dimostrano track quali ‘Dreaming’, così come le circonvoluzioni complesse in song come ‘Shallow Seas Of Hatred’. Il protagonista del platter è senz’altro il singer Ronny Hemlin, dal 2003 nella band, che dimostra una notevole padronanza della propria voce, profonda e imponente, ma meno melodica dei suoi predecessori e quindi decisamente più adatta alla svolta del gruppo.

Il riffing del fondatore della band e unico sopravvissuto del primo periodo, John Allan Forssén, si è fatto più serrato e forse meno ricercato, comprendendo nella miscela complessiva anche parti sinfoniche sempre oscure e oppressive.

Il promo non contempla i testi quindi non è possibile fornire maggiori informazioni in tal senso anche se sembra che i nostri continuino anche in questo senso nella direzione di tematiche personali e impegnate.

Nel complesso questo CD è un buon prodotto per chi ama sonorità non troppo immediate e certifica una rinascita del gruppo che però, ormai, è completamente diverso, per intenti e idee, da quello dei primi due ottimi album ‘Where Mankind Fails’ (1999) e soprattutto ‘Fall Into Madness’ (2001).

Voto recensore
7
Etichetta: Massacre/Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist: 01. Diabolic Symphony
02. Dead Forever
03. Shallow Seas Of Hatred
04. Dreaming
05. Embraced By Fear
06. Invisible God
07. Sanctimonious
08. Haunting
09. Show Me The Way
10. Winter Hell
11. I Bow My Head In Shame
12. The Other Side

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