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Diablo Swing Orchestra – Recensione: Pacifisticuffs

A cinque anni di distanza da “Pandora’s Piñata”, il particolarissimo combo svedese dei Diablo Swing Orchestra, torna a far da parlare di sè con “Pacifisticuffs”, il quarto album in studio. La novità di rilievo in occasione della nuova prova è l’avvicendamento dietro al microfono tra la vocalist “storica”, ovvero la soprano AnnLouice Lögdlund e Kristin Evegård, dotata di un timbro decisamente più sottile ma adatta al contesto giocoso e non-sense che ha reso il gruppo una delle entità più originali degli ultimi tempi.

Chi infatti ha già avuto modo di ascoltare e di apprezzare questa band, non troverà nel nuovo disco delle variazioni sensibili a una formula sonora che già di per sè fugge etichette e restrizioni. Potremmo solo notare come i nostri si siano progressivamente diretti verso un rock d’avanguardia tout-court allontanandosi in parte dalla sfera metal, che fa comunque capolino tra i solchi del disco.

Un platter ancora una volta colorato e circense in cui la riot-opera, come il chitarrista e vocalist Daniel Håkansson ama definire il progetto, cattura il suo pubblico con un irresistibile mélange ove gli ingredienti principali sono il rock e il jazz, senza tralasciare qualche pennellata di musica latina, metal e classica.

Un brano come “Knucklehugs” apre le danze all’insegna dell’imprevedibilità con la sua combinazione tra rock, cori gospel e country, senza risparmiare citazioni ai B 52s. Kristin appare immediatamente a proprio agio valorizzando anche il pezzo con le sue note di pianoforte, strumento che sarà inoltre protagonista nelle quattro stralunte tracce strumentali che fungono da intermezzo nell’album.

Tra epic metal e jazz, “Superhero Jagganath” mostra una band lucida e con una gran voglia di divertirsi, offrirci un ascolto frizzante e senza cedimenti che va dal tango e dalle trombe mariachi di “Lady Clandestine Chainbreaker” al cabaret di “Karma Bonfire”, passando disinvolta per il funky/disco ’70 di “Jigsaw Hustle”. Un’altra sfida vinta dagli eclettici svedesi.

Voto recensore
7
Etichetta: Candlelight Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Knucklehugs (Arm Yourself With Love) 02. The Age Of Vulture Culture 03. Superhero Jagganath 04. Vision Of The Purblind 05. Lady Clandestine Chainbreaker 06. Jigsaw Hustle 07. Pulse Of The Incipient 08. Ode To The Innocent 09. Interruption 10. Cul-de-Sac Semantics 11. Karma Bonfire 12. Climbing The Eyeball 13. Porch Of Perception
Sito Web: http://www.diabloswing.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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