DGM – Recensione: Tragic Separation

Gruppo ormai storico della scena metal italiana ma con un seguito ancor più corposo da una decina d’anni a questa parte, i DGM colmano la grande attesa per un loro nuovo album grazie a questo trascinante “Tragic Separation” album dal titolo quanto mai attuale e sul quale hanno lavorato per mesi (e si sente). Diego, Giancarlo e Maurizio (da cui l’acronimo) non fanno più parte della band da anni ma i DGM stanno vivendo forse il loro momento più esaltante in termini di risposta dei fan nonostante la situazione COVID li stia tenendo lontani dal palco; Frontiers, di par suo, punta moltissimo sui nostri connazionali e non ci resta che sentire se Mularoni & Co. siano riusciti a ripetersi sui livelli altissimi dell’ultimo “The Passage”.

Il primo singolo “Flesh And Blood”, che già conoscevamo, ti arriva direttamente sui denti ma con una classe a tutto tondo che lo rende immune da critiche: vocals deluxe di Marco Basile, chitarre e tastiere vorticose, sezione ritmica devastante e una produzione che ormai sta facendo scuola a livello mondiale. Non ce ne vogliano i ragazzi, visto che è diventato ormai un’abitudine parlar di loro (anche) in questi termini, ma è innegabile come questa e altre tracce siano riconducibili agli stilemi dei Symphony X; ciò non ha assolutamente un’accezione negativa, anzi, e soprattutto bisogna puntualizzare che i DGM affiancano al power americano con tratti neoclassici una propensione alle melodie hard rock che fanno della loro proposta un gioiello che ogni metal fan dovrebbe approcciare… e la recensione si potrebbe già chiudere con questi 7 minuti iniziali di musica.

“Surrender” è un pezzo più consono all’etichetta d’appartenenza ma con quel quid in più dato dalla maestria di Simone Mularoni alla chitarra (che gusto l’assolo) e dalla voce di Basile che sembra davvero in grado di cantare su ogni tipo di partitura.

“Hope” è il nuovo singolo, lanciato proprio in questi giorni e ne ha davvero tutti i crismi: potenza metal (in cuffia la produzione è davvero bilanciata e smussata come una pietra preziosa), vocals epiche ma controllate… un insieme che dimostra come, ormai, i DGM abbiano interiorizzato un modo di fare musica come collettivo che genera risultati eccelsi.

La title track ha un giro di tastiera non lontano da “Right Now” dei Van Halen (e quale miglior momento per ricordare sia il pezzo che il compianto autore) che viene affiancato da un violino, prima di svilupparsi in una composizione di prog hard rock, mentre la successiva “Stranded” è un uptempo spinto dalla cassa mai doma di Fabio Costantino membro da più tempo in formazione che di chilometri con il doppio pedale ne ha macinati davvero tantissimi.

“Land Of Sorrow” ha un vibe danzereccio che non vi farà star fermi ed uno dei refrain più azzeccati dell’album mentre se preferite il lato più dark degli italiani ecco una “Turn Back Time” rischiarata solo dalle solite linee vocali di gran presa che alleviano non vero macigno metal.

Siamo al commiato e ai soliti imprescindibili complimenti ai DGM, una band che dal mini “Random Access Zone” del 1996 ci delizia con prodotti sempre all’altezza; ognuno è libero di scegliere la propria fase preferita della band… io personalmente non posso non aver notato come da “Frame” in poi ci sia stato il classico click in termini di consapevolezza e qualità a tutto tondo che rende i nostri una realtà ormai leader a livello mondiale di certo power progressive metal a tinte hard rock.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Flesh And Blood 02. Surrender 03. Fate 04. Hope 05. Tragic Separation 06. Stranded 07. Land Of Sorrow 08. Silence 09. Turn Back Time 10. Curtain
Sito Web: http://www.dgmsite.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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