DGM – Recensione: The Passage

I DGM ora possono sedersi dietro alla cattedra ed insegnare il power prog metal. Nel corso degli anni, disco dopo disco, la band capitolina ha metabolizzato il genere, sviscerandolo con tecnica, anima e cervello, attraverso un percorso di crescita da far paura. Sono lontani i tempi degli esordi ed è difficile capire quale sia stato lo spartiacque che ha permesso ai nostri di compiere il definitivo salto di qualità, ma l’altissimo livello compositivo dei lavori e la continuità con cui vengono presentati al pubblico, è ormai quello dei big. “The Passage” rappresenta il nono disco dei DGM e segna proprio il passaggio di label, dalla Scarlet al colosso Frontiers, che ha dimostrato di voler puntare forte su Arcangeli e soci.

Il platter è composto da 11 brani capaci di miscelare incredibilmente passaggi strumentali di spessore a melodie ariose tra il power e l’hard rock, in una fusione di atomi preziosa e rara. Il disco si muove e si specchia negli opposti: la rabbia dei guitar riff serrati di Mularoni che fanno da contraltare ai refrain passionali di Basile oppure i synth di keys di Casali che si insinuano e si incollano ad una sezione ritmica dall’animo progressive. E’ incredibile l’abilità dei DGM nel creare song concettualmente complesse, ma dannatamente catchy e trascinanti, come nell’opener “The Secret“, divisa in due movimenti e lunga oltre 15 minuti, che volano via come in un soffio di vento. La line-up ormai consolidata conferisce una compattezza sonora che ci colpisce, non solo per l’ottima produzione dello stesso Mularoni, ma per una forma canzone sempre accattivante, come nel singolo “Animal“, o in “Ghosts Of Insanity” in cui i nostri invitano un pezzo da novanta come Tom Englund degli Evergrey. “The Passage” non ha momenti di stanca, è un album adrenalinico, emozionante, in cui i cambi di tempo e di atmosfera si susseguono e ci travolgono, aggiungono tasselli di un puzzle che si compone sempre per dare valore a passaggi vocali ad effetto, come nella powereggiante title track.

I DGM, compongono con estrema disinvoltura l’ennesimo capolavoro, che possiede i punti di forza del precedente “Momentum“, ma ne prende decisamente le distanze, per atmosfere, sensazioni, colori. “The Passage” è un album meno claustrofobico, meno dark, ma che regala comunque scariche di adrenalina e, soprattutto, grandi canzoni da cantare e ricantare.

DGM - The Passage

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Secret (Part 1) 02. The Secret (Part 2) 03. Animal 04. Ghosts Of Insanity 05. Fallen 06. The Passage 07. Disguise 08. Portrait 09. Daydreamer 10. Dogma 11. In Sorrow
Sito Web: http://www.dgmsite.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Metallissimo

    Nel singolo “Animal” non ci sono ospiti.
    Englund canta nel pezzo “Ghosts Of Insanity”.

    Reply

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