Devil’s Hand – Recensione: Devil’s Hand

In ambito AOR e melodic rock (ma non solo!) non è facile trovare chitarristi con un sound così distintivo come quello di Mike Slamer. Nella sua carriera è sempre stato in grado di imprimere un marchio inconfondibile alle band che hanno goduto dei suoi servigi: dopo i City Boy, gli Streets di Steve Walsh, i fantastici (e assolutamente da riscoprire ) Steelhouse Lane, i Seventh Key e la collaborazione con Chris Thompson, il suo tocco magico rende speciale pure questo nuovo progetto Devil’s Hand.

Parte il riff di “We Come Alive” e subito si riconosce la mano, la classe, la passione, l’intelligenza di mettersi al servizio di melodie d’impatto ma mai banali. Questo è Slamer, accompagnato in quest’avventura dall’ottimo frontman dei Last In Line Andrew Freeman, che conferisce ai brani dell’album ancor più vigore. Il riffing si fa puro spettacolo nell’incalzante “Another Way To Fly” e un altro apice di questo esordio è sicuramente il dinamismo dell’emozionante “Unified”, seguito dall’ipnotica “Heartbeat Away” che richiama le cose più immediate ed efficaci firmate Slamer. La profondità elettroacustica di “One More Time” con il suo sapore southern rock, quasi ci si trovasse in un duello decisivo, è un’interessante digressione peraltro non nuova nella discografia del chitarrista. In altri frangenti il ritmo sale vertiginosamente e la temperatura si fa bollente, la furiosa “Drive Away” ne è l’esempio più intenso. Alcuni episodi sono meno efficaci, non scenda mai però il livello tecnico, sempre sopraffino, e quanto esce dalle casse rimane al di sopra della media.

Se dobbiamo trovare un difetto vero e proprio, forse “Devil’s Hand” non è il monicker più adatto per un sound così…celestiale!

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. We Come Alive 02. Falling In 03. One More Time 04. Another Way To Fly 05. Drive Away 06. Justified 07. Rise Above It All 08. Devil's Hand 09. Unified 10. Heartbeat Away 11. Push Comes To Shove

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