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Devil – Recensione: To The Gallows

“To The Gallows”, il terzo studio album dei norvegesi Devil, conferma quanto di buono il nostro portale aveva segnalato in occasione del precedente “Gather The Sinners”, dal quale sono trascorsi quattro anni. La band è ancora un’ottima continuatrice del più classico doom contaminato da un tocco di New Wave Of British Heavy Metal, nella migliore tradizione dei Witchfinder General e assieme a loro Black Sabbath, Cathedral, Candlemass, Saint Vitus, Pentagram e via dicendo. E poi, perchè no, anche una spruzzata di Iron Maiden e Judas Priest.

Vero è che i nostri Devil si limitano a rileggere e di fatto non inventano nulla, nemmeno sembrano in qualche modo interessati a personalizzare il proprio sound. Poco importa, in fondo la loro formula continua a funzionare bene, l’entusiasmo dei membri del gruppo è percepibile e l’ascolto di “To The Gallows” scorre senza fatica alcuna.

La band inanella nove tracce dall’andamento anthemico e dal flavour epico, i ritmi dilatati del doom non impediscono ai pezzi una certa vivacità, fatta di chitarre pungenti, accelerazioni ben diluite spesso a ridosso del refrain arioso e assoli a chiusura del brano. In questo senso è buono il lavoro delle chitarre di Kai Wanderås e Stian Fossum, che, come abbiamo detto, non dimenticano alcuni riferimenti maideniani che rendono dinamiche le canzoni. La sezione ritmica (abbiamo Ronny Østli alla batteria e Thomas Ljosåk al basso) non è particolarmente fantasiosa ma adatta, mentre la voce un po’ sguaiata e penetrante di Joakim Trangsrud può piacere oppure no, ma di certo è adeguata al contesto un poco (e volutamente) naif che guarda al metal degli eighties e a declamare i testi esoterici cari al gruppo.

Leggere suggestioni medievali sono il valore aggiunto di buoni brani di settore come “Trenches”, “Dead Body Arise” e l’inquietante “Cemetery Still”, gli highlights del disco. Certo dai Devil ci aspetteremmo quel pizzico di personalità in più necessaria al salto di qualità (i presupposti ci sono tutti), ma come si suol dire, è un bell’accontentarsi.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Soulseller Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. To The Gallows 02. Trenches 03. Dead Body Arise 04. Regulators 05. Reaper’s Shadow 06. Peasants & Pitchforks 07. Jumping Off The Edge Of Time 08. David & Goliath 09. Cemetary Still
Sito Web: https://www.facebook.com/Devilband/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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