Pitchshifter – Recensione: Deviant

E’ passato ormai un po’ di tempo dal precedente album http://www.pitchshifter.com, e il gruppo dei fratelli Clayden si presenta alla boa fra i millenni con un carico di energia e fantasia per cui molto gruppi sarebbero capaci di uccidere. Mesi e mesi di tour hanno affinato le capacità della band, che sfoggia in ‘Deviant’ un songwriting (ancora una volta) torrenziale dal punto di vista ritmico, ma anche una propensione "anthemica" nel senso nobile del termine: semplice fin dall’inizio distinguere i pezzi e i ritornelli, un po’ meno prevedere cosa succederà di canzone in canzone. Il ghigno beffardo di J.S. Clayden ci prende per mano e ci accompagna in quel telegiornale hackerato che è ‘Deviant’, i cui servizi svelano cospirazioni, stracciano agende e offrono inviati speciali come Jello Biafra (in ‘As Seen On TV’, appunto). Lost Angeles brucia, le fiamme si vedono fin da Nottingham, fonti certe assicurano che la fontana dell’infotainment non basta per spegnerle. ‘Hidden Agenda’ sferraglia come la migliore drum’n’bass e urla come il più incazzato dei punk, ‘Keep It Clean’ suona come gli Helmet digitalizzati (John Stanier alla batteria in più di un pezzo), ‘Everything’s Fucked’ si divincola fra sbalzi ritmici e sarcasmo della specie violenta. ‘Deviant’ ricorda che c’è di che preoccuparsi. I tasti che possiamo premere ogni giorno e i soldi che possiamo (o non possiamo) spendere hanno il peso specifico del piombo. File Under: "Cose che la televisione non dirà mai".

Voto recensore
8
Etichetta: Geffen

Anno: 2000

Tracklist: Tracklist: Condescension / Wafer Thin / Keep It Clean / Forget The Facts / Hidden Agenda / Scene This / Dead Battery / As Seen On TV / Everything's Fucked / Chump Change / Stronger / P.S.I.cological

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