Beautiful Creatures – Recensione: Deuce

Ritornano i Beautiful Creatures di Joe Leste, e lo fanno esattamente nel modo che ci saremmo aspettati: ancora una volta rock grezzo ma al tempo stesso moderno, perfetto esempio di come un musicista con una certa carriera alle spalle possa affrontare il nuovo millennio con dignità e risultati artistici di un certo spessore. Il suono della band non è cambiato molto rispetto al debutto, forse certi pezzi sono leggeremente più sofisticati, ma la sostanza è sempre quella. Perfetta per sintetizzare i Beautiful Creatures di questa seconda uscita è ‘Freedom’, che va a prendere in prestito qualcosa di una grande rentrée degli ultimi tempi, ovvero quella di Billy Idol. Molto più rock e molto più elevato il tasso di chitarre, però, in questo caso. Qualcuno ha parlato di influenze grunge dovute alla produzione di Toby Wright (già con gli Alice In Chains), ma in realtà della scena di Seattle i Beautiful Creatures sembrano avvicinarsi in un qualche misura soltanto alla band con l’attitudine più street, ovvero gli Stone Temple Pilots (soprattutto nella seconda parte di ‘Deuce’).

Sempre sporchi al punto giusto, Leste e compagni difettano casomai nell’essere un po’ ripetitivi, al punto che la sicurezza e la familiarità di cui si parlava in apertura rischiano a più riprese di trasformarsi in poco entusiasmante prevedibilità. Alcuni pezzi, però, si sottraggono abilmente a questo rischio di déjà-vu, come la secca e incisiva opener ‘Anyone’ o ‘Empty’, con rallentamenti sinistri che portano dritti in atmosfere nu-metal. Altri si allontanano dalle coordinate del classico suono della band con minor fortuna, come ‘Never’, dove la rabbia di Leste mal si coniuga ad una voce femminile decisamente fuori luogo. Non si capisce neppure il senso della lunga intro di ‘Straight To Hell’, peraltro uno dei pezzi più diretti dell’album.

In definitiva un album discreto, certo non un classico ma pur sempre un lavoro onesto e graffiante al punto giusto. Anche se privo di singoloni radiofonici come lo erano stati ‘Wasted’ o ‘Ride’, che mettavano in mostra il lato musicalmente più sfrontato della band, ‘Deuce’ si fa valere.

Voto recensore
6
Etichetta: Spitfire/Edel

Anno: 2005

Tracklist:

01. Anyone

02. Freedom

03. Unforgiven

04. Save Me

05. Superfly

06. Empty

07. Never

08. Straight To Hell

09. The Unknown

10. Ton Of Lead

11. Brand New Day

12. Thanks

13. I Won't Be The One


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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