Destroyer 666 – Recensione: Wildfire

Ne è valsa la pena aspettare per 7 anni il nuovo album dei Deströyer 666? Ne è valsa la pena aspettare per tutto questo tempo una band da sempre “persa” negli anni ’80 tra vecchio thrash metal, riff heavy metal e tanta attitudine alla Venom?

A conti fatti no, perché le 10 canzoni di “Wildfire” non sono da tramandare ai posteri. In poco meno di 40 minuti la ciurma di K.K. Warslut snocciola tutte le competenze accumulate nel corso di una carriera che li visti esordire (demo) nel 1994, ma non riesce a trovare i fasti di “Unchain The Wolves”, “Phoenix Rising” o “Cold Steel…For An Iron Age”.

Buono il mid-tempo (atipico) di “Hymn To Dionysus”, ma per il resto non ci sono grandi impennate d’orgoglio da parte dei nostri. Molto mestiere, quello sì, molta esperienza nel ripetere (leggete questo termine in maniera positiva per carità) l’approccio black/thrash tipico del quartetto capitanato da K.K. Warslut. Sorprende invece per intensità l’epica “Tamam Shud”, posta a fine corsa, forse unica vera impennata creativa della band.

Incuriosiscono la strumentale “Artiglio Del Diavolo” (sì, avete letto bene) ed il buon intreccio ritmico di “Hound At Ya Back”: timidi segnali, per quanto limitati e lasciati lì quasi abbandonati, di presenza creativa dei nostri.

Gli anni passano anche per i Deströyer 666 che, nonostante una gran dose di mestiere, non riescono a tirar fuori dal cilindro un pugno di canzoni che sappiano convincere appieno. Esempio lampante di questa stanchezza è la tirata “Die You Fucking Pig!”: formalmente perfetta ma nel suo incedere aggressivo perde per strada la via dell’ispirazione e trascina con se qualche sbadiglio di troppo.

A conti fatti “Wildfire” è un disco sufficiente ma con una serie di difetti notevoli: una produzione decisamente “pulitina” per gli standard della band (che per quanto possa far piacere toglie ai nostri un punto di forza), la mancanza di una canzone veramente convincete da potersi issare ad “instant-classic” ed una pausa troppo lunga dall’ultimo full-lenght “Defiance” per mantenere viva la fiamma della creatività.

10 canzoni che sanno di occasione persa per i Deströyer 666, perché 7 anni non si regalano a nessuno.

Deströyer 666 - Wildfire

Voto recensore
6
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2016

Tracklist: 1. Traitor 2. Live And Burn 3. Artiglio Del Diavolo 4. Hounds At Ya Back 5. Hymn To Dionysus 6. Wildfire 7. White Line Fever 8. Die You Fucking Pig! 9. Tamam Shud
Sito Web: http://www.destroyer666.uk/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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