Despised Icon – Recensione: Purgatory

Avendo la fama di essere uno dei primi gruppi della storia ad essere definiti “deathcore”, i canadesi Despised Icon non hanno esattamente una buona fama nel circuito del metal. Il loro genere, di chiara ispirazione death/brutal, includeva però molti dei breakdown ripresi da vari gruppi negli anni successivi (Suicide Silence, Carnifex, Aborted e Whitechapel per citarne alcuni), partiture di chitarra con più palm-muting che tremolo e due stili vocali, uno hardcore e uno growl. Tutti i loro album includevano più o meno gli stessi elementi, anche se “The Healing Process” spiccava per la propria varietà: invece, da “The Ills of Modern Man” in poi, il gruppo cercò di spingere ancora di più sulla pesantezza e sull’acceleratore, fallendo più volte nel tentativo di tirare fuori album che fossero potenti e ispirati allo stesso tempo.

Nonostante il proprio concept legato alla metafora cristiana, “Purgatory” non è né un ascolto tranquillo né un lavoro di qualità nella loro discografia: al contrario, si percepisce ormai che il gruppo ha perso molto del proprio mordente dopo il temporaneo scioglimento nel 2010. La title track include dei drone con semitoni, “Light Speed” si basa su ritmiche soniche prima dell’arrivo dei breakdown a smorzare l’entusiasmo, e anche “Vise d’anges” si basa su blast-beat e scream folli che fanno tanto contemporanei Napalm Death. “Moving On” include frammenti di orchestrazioni e un andamento più simile ad una marcia e “Apex Predator” ha una coerenza ritmica simile ai Malevolent Creation attuali: il resto delle tracce, purtroppo, non riesce a distinguersi.

Non c’è molto altro da dire. I Despised Icon non partirono come un gruppo molto ispirato o tremendamente abile, ma col tempo non sono riusciti a migliorare il loro tiro o ad aggiungere influenze esterne, il che significa che “Purgatory” sembra quasi uguale alle loro precedenti uscite. La personalità nel gruppo è ormai assente: perfino gli Emmure si ricordano con più piacere, il che è tutto dire. I più rappresentanti gruppi del genere sono altri, nonostante il valore storico di “Consumed by Your Poison”.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 01. Dernier souffle 02. Purgatory 03. Light Speed 04. Slow Burning 05. Snake in the Grass 06. Vise d'anges 07. Moving On 08. Unbreakable 09. Apex Predator 10. Legacy 11. Dead Weight

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