Angizia – Recensione: Des Winters Finsterer Gesell

Più che una vera e propria metal band, gli Angizia sono una sorta di piccola orchestra (ben quindici esecutori hanno partecipato a “Des Winters Finsterer Gesell”, tra membri ufficiali e ospiti) che unisce alla musica il teatro e le arti visive, rendendo dunque la proposta scelta varia e al di fuori degli schemi. Il settimo studio album degli austriaci è, non esattamente un concept, quanto una pièce teatrale,  un thriller che parla di misteriose morti e assassinii compiuti nello scenario delle Alpi austriache. Notiamo la presenza nel gruppo di Michael Hass, vocalist, librettista e autore della trama, posta poi in musica dal chitarrista e anch’egli autore Emmerich Haimer. Attorno ai due si snoda il resto della band, composto da cantanti e coristi (tra cui segnaliamo la principale e ottima interprete Irene Denner), e vari elementi di estrazione classica che si occupano delle performance al violino, violoncello, clarinetto e fisarmonica. “Des Winters Finsterer Gesell” è dunque un album che mette in rilievo la componente classica, lasciando che il rock e il metal intervengano come sfumature nelle parti più aggressive e drammatiche dell’album, attraverso la doppia cassa e tappeti di riff veloci accostati alle growling vocals. I termini di paragone che vengono in mente rispondono al nome di Chaostar, Devil Doll, Therion, Haggard, ma ricordiamo che gli Angizia non sono continuatori, ma una solida realtà con ormai vent’anni di carriera alle spalle. E seppure la nuova opera non possa definirsi come una sperimentazione che non sia stata messa in atto più volte, tutto funziona molto bene e l’amalgama è davvero intrigante. Le necessità teatrali fanno sì che la voce maschile interrompi talvolta il cantato a favore della narrazione, ad essa si accosta la tonalità soprano di Irene Denner, che offre una prova superba in “Flügelspiel”. Non mancano momenti più ricercati e sui generis, come le parentesi cabarettistiche e klezmer in “Anatol” o ancora “Jagd”, vera trait d’union tra musica e teatro, un pezzo di pregevole intensità. “Des Winters Finsterer Gesell” è l’ennesimo punto di incontro tra il rock duro e l’opera classica, per sua natura intrigante e di sicuro interesse per gli amanti degli acts di questo settore.

Voto recensore
7
Etichetta: Medium Theater

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Das Gebet Des Waldes 02:51
02.  Im Dunklen Tann 05:16
03.  Anatol 07:52
04.  Himmel Und Hölle 01:05
05.  Weh Und Wunde Mich Ergötzt 06:35
06 . Ein Kreuz Zur Zier 05:59
07.  Tief In Des Waldes Gründe 00:37
08 . Flügelspiel 05:09
09.  Ich Hab’ Den Mut. Ich Hab’ Die Macht. 01:40
10.  Zügellos 06:34
11.  Grausamkeit Und Prunk 04:38
12.  Das Leere Grab 02:12
13.  Jagd 07:18
14.  Abschiedslied 06:10
15.  Die Letzte Lust 05:53


Sito Web: www.angizia.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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