Derek Sherinian – Recensione: The Phoenix

Che carriera incredibile ha percorso Derek Sherinian, tastierista spesso ritenuto più fortunato ed abile nei rapporti personali, che dotato di talento innato e gusto sopraffino. Ma di cosa si può accusare un’artista che è sulla breccia da circa trent’anni, ed ha suonato i suoi tasti d’avorio per Alice Cooper, Dream Theater, e fatto parte di band notevolissime come i Planet X, i Black Country Communion ed ora un altro esimio supergruppo, i Sons of Apollo. Non possiamo dimenticare anche una carriera solista di assoluto rispetto, partita nel 1999 ed arrivata oggi con questo “The Phoenix”, al capitolo numero otto.

Il nuovo lavoro di Sherinian, come al solito, è prevalentemente strumentale, ma questa volta concepito e prodotto insieme al grandissimo drummer Simon Phillips (Jon Anderson, Asia, Jeff Beck, Joe Satriani, Toto, e potremo andare avanti per ore), che regala al disco una solidità granitica ma anche ricche sfumature che spesso sforano in una fusion raffinata e mai leziosa. Come sempre, gli ospiti pazzeschi non mancano, anzi, abbondano in modo quasi esagerato. Una squadra di bass players formata da Tony Franklin, Jimmy Johnson, Billy Sheehan e Ernest Tibbs, e le nobilissime chitarre di Ron “Bumblefoot” Thal, Joe Bonamassa, Zakk Wylde, Kiko Loureiro e Steve Vai.

L’intelligenza di Sherinian, infatti, lo porta a non voler costruire un disco adatto solo agli amanti di piano e tastiere, ma a rendere un grande servizio a tutti gli strumenti musicali coinvolti, con una attenzione particolare verso le incredibili sei corde che sono protagoniste di “The Phoenix”. La title track infatti, apre le ostilità veloce come il vento e furente come una tempesta, graziata dagli imperiosi virtuosismi di Sheehan e dall’energia infinita di Wylde. Se in “Empyrean Sky”, Sherinian e Thal rievocano le atmosfere dei Sons Of Apollo, con iniezioni intelligenti di influenze etniche, il meglio arriva nella seguente “Clouds Of Ganymede”, dove Derek e Steve Vai duettano su un tappeto atmosferico e contemplativo per sei minuti di ispirazione altissima. Un inedito piano acustico apre la coraggiosa “Dragonfly”, dove torna una fusion sapiente ed essenziale, ben alimentata da una sezione ritmica portentosa. “Them Changes” è l’unica traccia cantata, da un Joe Bonamassa sempre in forma stellare, una cover di Buddy Miles, che riporta il disco su binari rock blues, dimostrando la grande versatilità di Sherinian. Gran finale con la magistrale “Pesadelo”, nervosa, etnica e tribale, con il contributo stratosferico di Kiko Loureiro, impeccabile sia in elettrico che alla chitarra “flamencata”.

“The Phoenix” non è un disco sempre facile da assimilare, ma rimane una vera e propria festa della buona musica, con prestazioni chitarristiche straordinarie, un Derek Sherinian ispirato ed un Simon Phillips che costruisce in quarantadue minuti un trattato su come la batteria deve essere suonata. Un album destinato a lasciare il segno.

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2020

Tracklist: 1. The Phoenix 2. Empyrean Sky 3. Clouds of Ganymede 4. Dragonfly 5. Temple of Helios 6. Them Changes 7. Octopus Pedigree 8. Pesadelo
Sito Web: http://dereksherinian.com/

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