Derdian – Recensione: Revolution Era

In un periodo avaro di uscite in ambito power metal, il nuovo lavoro dei Derdian  farà felici tutti i fans del genere. Orfani del cantante (Ivan Giannini, visto recentemente anche ad un talent show in tivu), hanno raccolto le hit dei primi tre album della propria carriera, tratte dalla trilogia della “New Era”, chiamando a sé un sacco di frontman importanti della scena metal internazionale. Ed è così che è nato “Revolution Era”, un disco che segna sicuramente un momento di rivoluzione in seno alla band lombarda, che già aveva dovuto far fronte ad un cambio dietro al microfono dopo la separazione con Joe Caggianelli. I 13 brani proposti (più un intro) vedono la partecipazione di pezzi da novanta come D.C Cooper, Fabio Lione, Ralph Scheepers, Apollo Papathanasio, che andremo via via scoprendo nel corso della recensione, capaci di innalzare verso la perfezione una manciata di brani, che già nelle versioni originali, mettevano in mostra le qualità compositive dei Derdian.

L’opener “Burn”, brano neoclassico in stile Rhapsody, vede la presenza di Henning Basse (che ha un curriculum lungo così!) che mette in mostra tutta la propria potenza, interpretando con ruggente carisma una song ideale per aprire “Revolution Era”. Con la seguente “Beyond The Gate” ecco la prima sorpresa. GL Perotti degli Extrema si presenta in una veste davvero distante dal proprio background, tra saliscendi sinfonici e refrain epici e corali, calandosi perfettamente nella parte. Se in “Battleplan”, il menestrello Damna lavora più di fioretto che di sciabola, è con D.C. Cooper in “I Don’t Wanna Die”, che tocchiamo una delle vette più alte di questa speciale raccolta dei Derdian. Sua maestà, da poco reduce dal tour con i Royal Hunt, conferma di possedere ancora una delle voci più belle, potenti ed istrioniche della scena, inserendo pulsanti melodie, tra passaggi di pianoforte ed arrangiamenti finissimi. Se Mark Basile dei DGM non è affatto una sorpresa in “Screams Of Agony”, ci lasciano invece spiazzati i dolci passaggi emozionali di Terence Holler degli Eldritch nella ballad “Forevermore”.

Discorso a parte merita l’inedito “Lord Of War”, con un Lione sugli scudi, per una song capolavoro nel crescendo negli arrangiamenti e le coralità battagliere. Tra i vocalist non ancora citati in questo track-by-track mancano Ramon Messina (ex-Secret Sphere) ed Elisa Martin (ex-Dark Moor), che riascoltiamo sempre volentieri, mentre potente, ma ordinaria è la prestazione di Scheepers sulla powereggiante  “The Hunter”, a differenza di Andrea Bicego dei 4th Dimension, che non sfigura affatto in questo parterre de roi con “Black rose”. Se non conoscevate il giapponese Leo Figaro, vin invito a scoprirlo su “Incitement”, mentre chiude alla grande “Revolution Era” il veterano Apollo Paoathanasio, ormai session per tutti i gusti.

Chi mi conosce sa quanto non ami snocciolare le track by track nelle recensioni, ma questo nuovo progetto dei Derdian mi ha talmente entusiasmato, che non ho potuto trattenermi dal citare tutti i brani e gli ospiti coinvolti. Invitiamo quindi tutti gli amanti del power metal sinfonico ed orchestrale ad acquistare l’album dalla band, che, ancora una volta, ha deciso di fare tutto da sè, senza l’ausilio di una label.

Derdian.

Voto recensore
8
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2016

Tracklist: 1. Overture (feat. Apollo Papathanasio) 2. Burn (feat. Henning Basse) 3. Beyond the Gate (feat. GL Perotti) extrema 4. Battleplan (feat. Davide Damna Moras) 5. I Don't Wanna Die (feat. D.C. Cooper) 6. Screams of Agony (feat. Mark Basile) 7. Lord of War (feat. Fabio Lione) 8. Forevermore (feat. Terence Holler & Elisa C. Martin) 9. Eternal Light (feat. Roberto Ramon Messina) 10. The Hunter (feat. Ralf Scheepers) 11. Black Rose (feat. Andrea Bicego) 12. Incitement (feat. Leo Figaro) 13. New Era (feat. Elisa C. Martin) 14. Cage of Light (feat. Apollo Papathanasio)
Sito Web: www.derdian.com

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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