Demon – Recensione: Cemetery Junction

Nonostante gli anni che passano e un successo che verrebbe da definire nulla più che relativo, circoscritto ad un gruppo di nostalgici, i Demon continuano orgogliosamente a restare in sella, produrre dischi e suonare dal vivo. “Cemetery Junction” segue a quattro anni di distanza un album inaspettatamente valido come “Unbroken” e, pur non raggiungendone la qualità complessiva, rimane un lavoro piacevole e dotato di parecchi spunti riusciti.

Non ci convincono in pieno le scelte effettuate in fase di produzione e missaggio, apportatrici di un risultato che cerca probabilmente di dare un sound più oscuro e amalgamato in modo da apparire old style, ma che a noi pare in primo luogo chiuso e poco brillante, almeno se pensato per un disco che ha nell’anima hard rock la sua centralità. Nonostante questo la voce ben riconoscibile di Dave Hill e una manciata di canzoni capaci di affascinare garantisco un livello medio che merita largamente l’attenzione di chi la band la sempre seguita (e magari anche di qualcuno che l’ha abbandonata da anni).

Le tinte dark, ma anche infiltrate da un gusto melodico molto anni ottanta, di “Queen Of Hollywood” e “Turn On The Magic” sono tra le cose migliori che arrivano dalla tracklist, ma anche le tranquille e melodiche “Thin Disguise”, dalla forte anima soul/blues, o “Miracle”, delicata e vicina alle atmosfere neo-progressive, sono due esempi di canzoni azzeccate. Valide sono anche le più aperte “Life In Berlin” (anche questa molto contaminata dal senso melodico tipico degli anni ottanta) e “The Best Is Yet To Come”, tipico esempio di british hard pomposo e dal chorus epico.

Un po’ spenti invece suonano brani come gli hard rockeggianti “Cemetery Junction” o “Out Of Control” , ma in questo caso più che la scarsa qualità delle composizioni a pesare è forse proprio il sound decisamente troppo datato per far rendere in modo adeguato un certo tipo di melodia. Poco ci è piaciuta, più che altro per la poco convincente linea vocale anche la finale “Someone’s Watching You”.

Nel suo complesso “Cemetery Junction” rimane un buon disco, con più luci che ombre, allo stesso tempo fedele al sound tradizionale dei Demon, ma non completamente scontato e troppo scolastico. Nessun miracolo, ma i fan apprezzeranno.

demon-cemetery-junction

Voto recensore
7
Etichetta: Spaced Out Music

Anno: 2016

Tracklist: 01. Are you just like me (Spirit of Man) 02. Life in Berlin 03. Turn on the Magic 04. The Best is Yet to Come 05. Queen of Hollywood 06. Thin Disguise 07. Cemetery Junction 08. Drive 09. Miracle 10. Out of Control 11. Someone's Watching You
Sito Web: http://www.facebook.com/DemonBandOfficial

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Michele

    Non sono d’accordo sul fatto che si reputino Out of control e Someone’s watching you pezzi un po’ spenti. Per me sono canzoni molto ben fatte, che guardano al passato. La prima che ho citato è una furia, altro che spenta. All’album do 8/10.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login