Demon Eye – Recensione: Tempora Infernalia

“Tempora Infernalia” è il secondo studio album dei Demon Eye, four-piece del North Carolina ed è un platter che si fa apprezzare più per la passione e la competenza della band piuttosto che per una effettiva ricerca di originalità o presenza di composizioni da ricordare a lungo. Il gruppo, il cui nome è ispirato alla celeberrima song dei Deep Purple, racchiude in sè e nel suo stile espressivo tutta l’ammirazione per alcuni acts storici del settore come Pentagram, Sir Lord Baltimore, Black Sabbath, o per trovare similitudini con altre band continuatrici, Witchcraft e Orchid.

Ecco dunque che la nuova prova degli americani forma un pastiche a base di heavy/doom metal dal flavour decisamente vintage, pronto a filtrare con un hard rock di settantiana memoria. Bella l’idea e piacevole l’ascolto, ma poco distante da un lavoro di cucitura di melodie portanti e idee che per ora il gruppo si limita a seguire senza sviluppare qualcosa di personale. Ciò non toglie come il lavoro scorra bene e presenti buoni episodi di genere, a cominciare dall’opener “End Of Days”, che nel suo incedere funereo ma ritmato risveglia subito un fantasma sabbathiano, seguita da una “Listen To The Darkness” che flirta garbatamente con gli anni’70 e non lesina un approccio più rockeggiante.

Altrettanto si può dire per “Poison Garden”, pezzo tracciato da una vena psichedelica e ancora memore di un certo doom rock d’antan, mentre “Give Up The Ghost” e “Sons Of Man” chiamano in causa interessanti suggestioni epiche. Brani guidati dal basso pulsante di Paul Walz e dal drumming costante e quadrato di Bill Eagen, sono ben accompagnati dalla voce “osbourniana” e nasale di Erik Sugg. Chiude il cerchio la chitarra di Larry Burlison, anch’essa legata allo stile dei padri del genere. Nel loro essere continuatori, i Demon Eye iunanellano però delle tracce intriganti e ben suonate, una valida alternativa per i sostenitori della musica del destino.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Soulseller Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. End Of Days
02. Listen To The Darkness
03. I’ll Be Creeping
04. See The Signs
05. Poison Garden
06. In The World, Not Of It
07. Black Winds
08. Give Up The Ghost
09. Please, Father
10. Sons Of Man


Sito Web: https://www.facebook.com/demoneyenc

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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