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Demon Eye – Recensione: Prophecies And Lies

I doom rockers Demon Eye, four-piece del North Carolina, tornano sul mercato discografico con il terzo album in studio, “Prophecies And Lies”. In occasione del precedente “Tempora Infernalia”, il nostro portale sottolineò come la band fosse in possesso di un ottimo bagaglio esecutivo e in grado di comporre dei brani piacevoli, tuttavia carenti di quella “scintilla vitale” capace di far loro superare lo scoglio del tempo.

Un’impressione ampiamente ribadita dal nuovo platter, in cui i nostri si adoperano ad un lavoro di taglia e cuci di idee prese in prestito, tra continui echi di Black Sabbath, Deep Purple (ricordiamo che prendono il nome da una loro canzone), Iron Maiden, saccheggiati nei riff portanti delle canzoni e Pentagram. Tra doom, heavy metal, hard rock e un tocco vintage, i quattro inanellano una serie di pezzi coinvolgenti, ma ancora privi della necessaria personalità.

Spicca l’opener “The Waters Of The Wild”, un mid tempo granitico che strizza l’occhio più all’epic doom dei primi ’80 (Manilla Road, Cirith Ungol), valorizzato dalla voce nasale di Erik Sugg e dai riff pungenti di Larry Burlison. Sulle stesse coordinate la successiva “In The Spider’s Eye”, ma il gruppo mostra anche di saper andare a manetta in “Dying For It”, dall’incipit bluesy e poi dai ritmi sempre più spediti che mettono sugli scudi la batteria di Bill Eagen e il basso pulsante di Paul Walz.

In coda colpiscono “Vagabond”, canzone avvincente e squisitamente hard’n’heavy che parte con un riffone maideniano e la titletrack, una funerea litania, lentissima e con molte parti narrate. In definitiva un nuovo album ben realizzato per i Demon Eye, che tuttavia restano dei discreti continuatori e paiono accontentarsi di una rilettura senza riuscire a piazzare un affondo.

Voto recensore
6
Etichetta: Soulseller Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. The Waters And The Wild 02. In The Spider’s Eye 03. The Redeemer 04. Kismet 05. Infinite Regress 06. Dying For It 07. Politic Devine 08. Power Of One 09. Vagabond 10. Prophecies And Lies 11. Morning’s Son
Sito Web: http://www.demoneyeofficial.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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