Deicide – Recensione: Overtures Of Blasphemy

Nel panorama musicale contemporaneo cinque anni appaiono come un’eternità, vista la velocità con la quale si riesce a fruire di un prodotto e, soprattutto, vista l’enorme quantità di band che arrivano a pubblicare un disco. Eppure, cinque anni sono trascorsi dall’ultima fatica dei Deicide, quel “In the Minds of Evil” che lasciava intravedere alcuni barlumi di ripresa dopo alcuni passi falsi della band. Sotto l’egida di Century Media, esce “Overtures of Blasphemy”, il dodicesimo album in studio del leggendario combo della Florida.

La line up che ha contribuito alla realizzazione di questo full lenght vede la defezione di Jack Owen e l’ingresso di Mark English, chitarrista dei Monstrosity. In cabina di pilotaggio troviamo ancora la collaudata coppia composta da Glen Benton (voce e basso) e Steve Asheim (batteria) che, insieme all’altro chitarrista, Kevin Quiron, completano il quartetto artefice di una prova decisamente convincente che mantiene vivo quel filo conduttore con la vera anima – nera – dei Deicide. Dodici tracce per oltre mezz’ora di musica, dunque, suonate con brutalità, aggressività e precisione. Questo è “Overtures of Blasphemy” nella sua interezza, un assalto all’arma bianca devastante che, sebbene presenti diverse battute d’arresto, restituisce una band in buono stato di salute, pronta per tornare a ricoprire un ruolo predominante nella scena della musica estrema.

In bilico tra sonorità vicine all’ottimo “To Hell With God” e il più recente “In the Minds of Evil”, il disco parte subito forte con l’accoppiata “One With Satan” e “Crawled From The Shadows”, brani permeati di quella malvagità e brutalità tipica dei Decide. La successiva “Seal The Tomb Below” è una mazzata devastante che mette in risalto una delle peculiarità di questo disco: la grande cura risposta nella costruzione di tappetti chitarristici di grande effetto, che, sia in sede ritmica che in quella solista, sono sempre attenti a ricercare la giusta melodia. Il prosieguo è segnato da episodi riusciti come “Compliments Of Christ” e “Anointed In Blood”, senza dimenticare la terremotante “Consumed By Hatred”, la devastante e slayeriana “Flesh, Power, Dominion”; meno convincenti “All That Is Evil”, “Crawled From The Shadows” o “Destined To Blasphemy” che risentono di una certa monotonia e poca ispirazione.

Pochi episodi a vuoto non vanno a inficiare un album che complice i virtuosismi della coppia English/Quiron, il mostruoso lavoro di Asheim dietro le pelli, sempre preciso e funzionale, e la voce profonda e cavernosa di Benton si impone come uno dei più riusciti in campo Death Metal. Ai Deicide non chiediamo certo originalità o di innovare il genere che hanno contribuito ha consolidarlo: di certo, episodi come “Overtures To Blasphemy” rappresentano un fulgido esempio di come portare avanti con coerenza e solidità un progetto storico nato trent’anni fa.

 

Deicide - Overtures Of Blasphemy 2018 Cover Album

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. One With Satan 02. Crawled From The Shadows 03. Seal The Tomb Below 04. Compliments Of Christ 05. All That Is Evil 06. Excommunicated 07. Anointed In Blood 08. Crucified Soul Of Salvation 09. Defying The Sacred 10. Consumed By Hatred 11. Flesh Power Dominion 12. Destined To Blasphemy
Sito Web: https://deicide.bandcamp.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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