Deftones – Recensione: Ohms

A distanza di quattro anni dalla loro ultima prova in studio, fanno il loro ritorno sulla scena i seminali Deftones. La band capitanata da Chino Moreno ha dato alle stampe “Ohms”, il nono album di una carriera trentennale uscito sotto l’egida della Reprise Records. Ascoltando questi dieci brani non possiamo non essere felici nel ritrovare il gruppo originario di Sacramento, perfetto nel regalarci brani dal forte impatto emozionale che traducano in musica il disagio e le incertezze di un periodo storico davvero complicato.

Se volessimo offrire un riferimento a chi si appresta ad ascoltare “Ohms”, dobbiamo necessariamente citare l’intera discografia dei Deftones: pur non presentandosi come una mera operazione commerciale, il combo statunitense riesce a catturare e riproporre le tante sfumature che hanno caratterizzato i precedenti lavori. Dalla furia primigenia (“Urantia” e “Radiant City”), alla ricercatezza delle soluzioni sonore adottate (“The Spell of Mathematics” e “Headless”), senza dimenticare quella libertà compositiva ed espressiva che da sempre rappresenta il loro vero punto di forza di uno dei pochissimi punti di riferimento della scena alternative mondiale.

“Ohms” non fa che confermare quanto già conoscevamo, conducendoci in un viaggio incredibile attraverso atmosfere oscure, brutali, cinematografiche, ma sempre ipnotiche. In tal senso, l’opener è esplicativa di una voglia di stupire che sembra non tramontare mai: un intro sognante di tastiere lascia ben presto il posto a un cantato urlato, tagliente, mentre la chitarra di Stephen Carpenter e la sezione ritmica composta da Sergio Vega e Abe Cunningham tratteggiando un mid-tempo dal groove coinvolgente e dal mood decisamente accattivante.

Non sarà l’unico caso in cui la tradizione incontra la sperimentazione: prendete brani come la title track o “Ceremony” e vi ritroverete tra le mani una manciata di brani che rispecchiano fedelmente il credo del gruppo, declinato con rinnovata ispirazione e totale libertà creativa. Cambiare per restare uguali a se stessi? In un certo senso sì, ma i Deftones riescono a fare anche di più. I Nostri, infatti, accolgono al proprio interno una componente emotiva figlia del contesto in cui viviamo, rielaborando il tutto con grande personalità e sensibilità.

Il disco procede poi cercando di mantenere un equilibrio sempre più precario: tra pulsioni selvagge (“Error”) e momenti di calma apparente (“Pompeji”), Moreno è bravo nel delineare con la sua voce scenari di volta in volta diversi; si tratta di attimi, schegge impazzite che rimbalzano da un solco all’altro del disco e che travolgono l’ascoltatore con il loro incredibile impatto. È palpabile la voglia dei Deftones di realizzare qualcosa di stratificato che riesca a offrire la propria essenza solo dopo diversi ascolti. Il consiglio, dunque, non può che essere quello di abbandonarvi completamente alla nuova fatica dei Deftones e

Amplificando le varie peculiarità della propria proposta musicale, il combo di Sacramento riesce a offrire un altro esempio del loro incredibile estro. Con creatività e audacia, infatti, continuano imperterriti la propria marcia, caratterizzata da contrasti chiaroscurali, passione e rabbia .

In fisica, l’ohm (Ω) è l’unità di misura della resistenza elettrica, e misura la tendenza di un corpo ad opporsi al passaggio di corrente elettrica. Ascoltando questo disco, non possiamo non sottolineare la loro capacità di resistere al passaggio del tempo e delle mode e risultare ancora perfettamente credibili e originali. Chapeau.

deftones cover
Etichetta: Reprise Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Genesis 02. Ceremony 03. Urantia 04. Error 05. The Spell of Mathematics 06. Pompeji 07. This Link Is Dead 08. Radiant City 09. Headless 10. Ohms
Sito Web: https://www.deftones.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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