Furvus – Recensione: Deflorescens Iam Robur

Alcune volte è inutile cercare di andare oltre. Ci si prova, cimentandosi in strade alternative, abbandonando ogni possibile confronto, partendo dal nastro. Nel caso di ‘Deflorescens Iam Robur’ ci troviamo di fronte all’ingoto. Ignote intenzioni, eteree atmosfere, declino dell’impero pagano… Onore di causa agli approfonditi studi filologici per giungere all’espressione di una parte di ciò che è l’universo di Furvus, dove Eisenstein è dietro l’angolo, dove la presunzione diventa atmosfera gotica, perché alla fine potrebbe anche avere ragione nel definirisi avanguardia gotica, di certo poco accessibile, di certo un lavoro ricercato e strutturato nella riproposizione sia delle marce imperiali che delle fughe nebbiose in territori quasi onirici. Un disco che si rifà alla teoria della relatività, ma che di relativo ha ben poco. Sono rari i casi come questo, dove la soggettività la fa da padrona, dove riesci o ad entrare in questo universo da solo, oppure ne rimani fuori, non si sa per quanto. Maledettamente underground, maledettamente profondo, maledettamente Furvus.

Etichetta: Beyond

Anno: 2000

Tracklist: non disponibile

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