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Deep Purple – Recensione: InFinite

Sì, ok, lo sappiamo che, quando si parla dei Deep Purple di oggi, c’è la solita pioggia di obiezioni proveniente da più parti. E Ian Gillan non ha più voce, e senza Jon Lord non hanno senso di esistere, e Steve Morse non merita neanche di baciare la terra su cui cammina Ritche Blackmore, e sono vecchi, e farebbero bene a ritirarsi, e così via. Ora, non ci è dato di sapere (e forse non lo sanno nemmeno loro) se “InFinite” sarà veramente il cosiddetto canto del cigno per una delle band che hanno fondato l’hard rock, ma se anche così fosse, i Deep Purple non dovrebbero avere il mimino rimpianto e uscirebbero di scena a testa alta, raccogliendo tutti gli applausi che questo album merita. Prima di tutto, che una band composta da musicisti che hanno un’età media che si aggira intorno ai 68 anni possa pensare di incidere nuovo materiale non è scontato, che poi questo materiale sia di ancora una volta di alto livello non è a sua volta scontato, eppure è quello che si vede in “InFinite” e che si era perccepito già con i due singoli “Time For Bedlam“, e All I Got Is You.
I Deep Purple sembrano una band di giovani spensierati, come se si affacciassero sul mercato per la prima volta e dovessero dimostrare al grande publbico le loro capacità; questo per dire che, nonostante il nome che si portano dietro, sono loro stessi i primi a non dare niente per scontato e a cavare fuori ancora una volta dal cilindro brani intensi e originali. Non mancano, ovviamente, le interessanti parti strumentali in cui sia la chitarra solista che le magiche tastiere guidate sapientemente da Don Airey fanno del loro meglio per tenere vivo l’interesse, e ci riescono in modo splendido. Queste parti si condensano poi in una cover di “Roadhouse Blues“, con tanto di armonica che sa più di jam improvvisata che di pezzo studiato a tavolino. Nulla da eccepire nemmeno negli altri brani che compongono il disco, a partire dalla simpatica “One Night In vegas” per arrivare alla ritmata “Johnny’s Band” passando per “Get Me Outta There“, nella quale è Ian Paice a farla da padrone, e per la melodica e riflessiva “The Surprising“.
Niente debolezze, scricchiolii o segni di cedimento. I Deep Purple sono in ottima forma, almeno per quanto riguarda l’energia creativa e la voglia di suonare inventandosi sempre nuove melodie e nuovi modi di rielaborare il loro percorso iniziato ormai diverso tempo fa. “InFinite” è un album completo e soddisfacente sotto ogni punto di vista, emerso quasi a sorpresa da una band che ha sempre saputo far fronte ad avversità, ricambi generazionali e quant’altro, rimanendo sempre credibile. E mente ci immaginiamo già tutti nuovamente sul palco e la resa che i nuovi brani potranno avere dal vivo, ci auguriamo che il “The Long Goodbye Tour” non sia veramente la fine di tutto (un po’ come è successo per gli Scorpions, per intenderci); ma, se veramente fosse così, i Deep Purple ci saluterebbero con un altro grande lavoro.

Voto recensore
8
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2017

Tracklist: 01. Time For Bedlam

02. Hip Boots

03. All I’ve Got Is You

04. One Night In Vegas

05. Get Me Outta Here

06. The Surprising

07. Johnny’s Band

08. On Top Of The World

09. Birds Of Prey

10. Roadhouse Blues
Sito Web: https://www.facebook.com/officialdeeppurple/?ref=ts&fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. carlo creta

    Grande album alla faccia degli pseudo intenditori di rock.Questo è rock,e che rock!

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  2. Tc

    Il miglior loro album dopo Purplendicular…chapeau a questi veterani….un album con le balls…

    Reply

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