Deeds Of Flesh – Recensione: Nucleus

Con qualche capello in meno rispetto a 15 anni fa, momento in cui ho scoperto questa band, siamo pronti ad ascoltare l’ultimo lavoro di un gruppo, che in qualche modo, ha segnato il percorso di crescita di tanti metallari nel mondo nella musica estrema. I Deeds of Flesh nella loro carriera quasi trentennale hanno ottenuto un certo livello di notorietà, senza mai fare un passo falso in questo ambiente selettivo e di nicchia. 7 anni da “Portal of Canaan” sono lunghi, ed in qualche modo c’è la paura che possa uscire qualcosa di troppo estraneo dal genere. Invece, con poca sorpresa, rimangono ancorati alle loro radici con nessuna novità in vista. Questo “Nucleus” quindi farà felici tutti gli estimatori della band, avvicinerà ancora qualche ragazzino in cerca di brutalità senza compromessi e consolida ancora di più quanto i californiani siano un cavallo di battaglia del brutal death. La cosa piacevole di questo disco è che ci sono molti ospiti, che donano più di una sfumatura durante l’ascolto, toccando l’apice con “Ethereal Ancestor” grazie al duo con l’immortale George Corpsegrinder Fisher (Cannibal Corpse). Tutto l’album si mantiene su livelli frenetici senza mai lasciare all’ascoltatore la possibilità di tirare il fiato: tocca anche qualche universo non proprio affine col genere, ad esempio con l’uso di una spolverata di melodia, che lo rende più digeribile. A livello di mixing e mastering troviamo chitarre pungenti con un bel pitch e buona dose di medi, basso metallico sempre udibile in sottofondo ed una batteria bilanciata. Da menzionare dietro alle pelli in questo album troviamo una figura nota nell’ambiente: Darren Cesca. Che si conferma per la macchina triatossa che è. Non a caso nella sua carriera è apparso in band come i Goratory e più recentemente nel “super-gruppo” Serpent of Gnosis.

Assenti un po’ i bassi nella scena musicale, di cui però non sentiamo la mancanza: se fossero stati anche poco più accentuati, data la velocità di esecuzione, avremmo sentito solo un lungo tappeto di doppio pedale e null’altro. Questo lavoro intenso e massacrante non è adatto a tutti. Ai fedeli di questo movimento posso solo dire di recuperarlo e di ascoltarlo all’infinito, abituati a certe timbriche e andature. Per chi invece è curioso di addentrarsi in questo genere per la prima volta posso consigliare di farlo a piccole dosi, in quanto dopo poche tracce diventa un ascolto stancante. Anche se si affronta questo album con una delle band simbolo, non significa che il lavoro sia facilitato. Unica nota negativa è l’outro strumentale folkloristico vichingo, che poco c’entra nel complesso del disco e del genere. Capisco che sia di moda ultimamente, ma che non diventi come il prezzemolo. Così, anche in questo 2020, i Deeds of Flesh ci ricordano chi sono e cosa fanno. Band con pochi compromessi dediti a suoni gutturali e blast-beat senza fine, si riconfermano forza trainante del genere e fiore all’occhiello nonostante l’età del frontman Jacoby Kingston.

Etichetta: Unique Leader

Anno: 2020

Tracklist: 1. Odyssey 2. Alyen Scourge 3. Ascension Vortex (Feat: Decrepit Bill, Obie Flett, Anthony Trapani) 4. Catacombs of the Monolith (Feat: Luc Lemay) 5. Ethereal Ancestors (Feat: George “Corpsegrinder” Fisher)  6. Nucleus (Feat: John Gallagher) 7. Races Conjoined (Feat: Matti Way, Frank Mullen and Jon Zig) 8. Terror (Feat: Dusty Boisjolie, Robbe Kok) 9. Onward

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