Dee Calhoun – Recensione: Rotgut

Dee Calhoun, dal 2010 vocalist della doom metal band americana Iron Man, presenta il nuovo album solista “Rotgut”, in uscita per la nostrana Argonauta Records. Il buon Dee, barba riccia e cuore da rocker, propone un disco dal mood molto intimo, in cui racconta sè stesso e molte altre storie che sembrano gravitare attorno alla sua sfera personale.

“Rotgut” è un disco che poco o nulla ha che vedere con il sound della band madre. Non si può certo parlare di doom metal, piuttosto di uno schietto e sincero stoner rock in chiave acustica ma polveroso e desertico come si conviene. Certo la particolarità di quanto proposto inquadra subito l’opera di Dee come per pochi, sebbene emergano sincerità e un percepibile entusiasmo nel progetto intrapreso. Anche qualche punta di noia, va detto, d’altronde l’unplugged qui utilizzato prevede alcune strutture ricorsive e di certo la varietà non fa parte dello spirito che anima “Rotgut”.

L’album comunque riesce a coinvolgere al di là della sua natura e la soglia di attenzione resta su buoni livelli. Sarà la voce del nostro Dee, che con gran disinvoltura passa da un tono morbido e malinconico ad uno decisamente pià secco e abrasivo, come se si fosse fatto un cicchetto seduta stante. Oppure sarà anche quell’intrigante armonica, che ogni tanto fa capolino tra le note e dà ad alcuni pezzi un tocco western che brilla nel contesto.

Come dicevamo, a Dee piace che la sua chitarra parli di vita, ad esempio nella simpatica ballad “Little ‘Houn Daddy Houn”, cantata insieme al figlioletto Rob e in “The Train Back Home”, metafora del viaggio che poggia su una melodia portante semplice ma efficace (in genere una costante nell’album) e contempla alcune percussioni e una parte di armonica davvero piacevole.

Convincono anche “Sincerely Yours”, un brano davvero toccante dedicato a un amico scomparso dove l’intensità va in crescendo e “Cast Out The Crow”, canzone dal feeling western (qui c’è spazio anche per un assolo di chitarra elettrica). Come dicevamo, le strutture piuttosto ricorsive a volte possono annoiare un po’ chi predilige sonorità più dure, ma il buon Dee centra comunque il bersaglio con un album che punta tutto sulle emozioni.

dee calhoun

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Argonauta Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Unapologetic 02. Rotgut 03. Not Everyone Wins A Prize 04. Little ‘Houn, Daddy ‘Houn (Featuring Rob Calhoun) 05. Babelkowa 06. Backstabbed In Backwater 07. The Train Back Home 08. Sincerely Yours 09. Deifendör 10. Cast Out The Crow 11. Winter: A Dirge 12. At Long Day’s End
Sito Web: http://www.screamingmaddee.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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