Header Unit

Decapitated – Recensione: Anticult

Tornano in pista i polacchi Decapitated con questo nuovo “Anticult” su Nuclear Blast Records: 9 tracce in bilico fra il death tecnico e il thrash, ora più alla luce rispetto al passato. Già, perchè stavolta emergono nuovi spunti dal muro sonoro costruito dal gruppo e si rivelano parti fondamentali per apprezzare un lavoro costruito in tale maniera.

L’apertura è spiazzante, con un arpeggio di chitarra pulita e scariche ritmiche telluriche che lasciano spazio ad un inciso e ad una folle corsa che si stabilizza su un tempo sostenuto facendo entrare la voce: la chitarra iniziale rientra nell’inciso di “Impulse” e cambia giro di accordi prima di lanciarsi in un assolo costruito su note affilate. Un inizio niente male che continua con il thrash a tutto spiano di “Deathvaluation” dove le venature melodiche si palesano fin da subito, proseguendo con un ritornello tonico in cui chitarra e batteria spezzano la tirata e un assolo al fulmicotone, contraddistinto da wah wah e note velocissime con un retrogusto blues che spiazza e porta a un finale ficcante; “Kill The Cult” prosegue sul filone thrasheggiante, con un refrain fatto apposta per causare terremoti -così come la parte conclusiva del brano- ed un break che precede un solo ispirato e particolare.

Fin dalle prime note di “One-Eyed Nation” una chitarra sinistra si erge dalla base e guida il brano fino all’entrata del violento cantato: una pioggia di blast beat e groove diversi che coesistono amalgamati alla perfezione, arrivando ad un inciso brevissimo di poche note di pianoforte sospese nell’aria dando il la all’assolo e ad un finale ancor più violento; “Anger Line” inizia sulle corde del death/grind, guidata da una batteria indiavolata e nella sua parte centrale ritmiche spezzate cedono il posto ad un suono spaziale di chitarra che conduce il gioco prima di riprendere una variazione sull’assalto precedente, andando ad arricchirlo. “Earth Scar” si apre ritmata, più ariosa nel chorus e con una progressione ritmica sulle ali della melodia che lancia un assolo ricco di pathos che porta verso una parte finale debitrice ai Carcass e un ultimo guizzo infernale sul finire; se “Amen”, in chiusura del disco è lenta ed ipnotica e praticamente strumentale lasciando le ultime “parole” alle note suonate (specie dietro le pelli), “Never” parte quasi grunge facendo giungere dalle retrovie una batteria che contraddistingue una cavalcata in cui le chitarre tessono ritmiche contraddistinte da progressioni orecchiabili per procedere in bilico fra la melodia del breakdown e l’esplosione di violenza successiva.

Un disco apparentemente semplice ma in grado di calamitare l’attenzione, carico di cattiveria e groove, suonato nella giusta maniera ed assolutamente consigliato. I Decapitated mischiano un po’ le carte in tavola e il banco vince.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Impulse 02. Deathvaluation 03. Kill The Cult 04. One Eyed Nation 05. Anger Line 06. Earth Scar 07. Never 08. Amen
Sito Web: http://www.decapitatedband.net/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login