Deathwhite – Recensione: Grave Image

Tra i gruppi emergenti dagli Stati Uniti, i Deathwhite propongono un tipo di doom/gothic metal con melodie ariose e ritmiche in doppia cassa: i riferimenti ai Katatonia (specialmente la voce) e ai Draconian (specialmente il songwriting) si sprecano, ma il loro debutto, “For a Black Tomorrow”, era un disco onesto e scorrevole, non eccezionale. I membri continuano a mantenere la loro identità nascosta, il che, considerate le circostanze, penalizza la personalità della loro proposta.

Il loro secondo album, “Grave Image”, è fresco del contratto con la Season of Mist. Registrato con un’accordatura un tono sotto rispetto al precedente, ne ricalca lo stile e le influenze, alternando tracce più lente e sognanti (“Funeral Ground”, la title track, “Among Us“) con altre più monotone e basate su breakdown di derivazione hardcore (“In Eclipse”, “No Horizon“), anche a base di arpeggi in stile Fields of the Nephilim (“Further from Salvation”, “A Servant“). La produzione è abbastanza pulita e chiara, favorendo le chitarre come ci si aspetta da un qualsiasi disco metal, ma il songwriting è abbastanza uniforme e modesto come nel debutto.

Il gruppo continua a faticare a mostrare una propria personalità, come se  mancasse la forza di volontà necessaria per distinguersi da tantissime altre proposte, ma può essere dovuto al fatto che siano ancora un nome recente. “Grave Image” è un album a scoppio ritardato, un punto di non ritorno per i Deathwhite, che ora si ritroveranno a dover pensare in grande a partire dalla loro prossima pubblicazione.

Etichetta: Season of Mist

Anno: 2020

Tracklist: 01. Funeral Ground 02. In Eclipse 03. Further from Salvation 04. Grave Image 05. Among Us 06. Words of Dead Men 07. No Horizon 08. Plague of Virtue 09. A Servant 10. Return to Silence

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login