Deathspell Omega – Recensione: The Synarchy Of Molten Bones

Quasi a sorpresa, senza un intenso battage promozionale, tornano sul mercato discografico i francesi Deathspell Omega, a giudizio di chi scrive una delle più interessanti realtà dedite alla rilettura del black metal in chiave filosofica e avanguardista. “The Synarchy Of Molten Bones” dura soltanto 29 minuti ma è licenziato da Norma Evengelium Diaboli come un full-length, il sesto per i transalpini dopo “Paracletus” (2010), nonostante la loro attività discografica sia frammezzata da numerosi Ep e split.

La band propone come al solito una visione evoluta del black metal comunque intrapreso nei suoi tratti primitivi, tanto da un punto di vista musicale (dove si potrebbe azzardare l’uso del termine “progressivo” considerato il valore tecnico del gruppo) quanto lirico, volgendo i testi verso una ricerca di carattere esoterico e conoscitivo che contempla una concezione ortodossa del satanismo. A differenza di “Paracletus”, che vedeva il progetto percorrere con senno moderno il sentiero del black metal lo-fi e anche del recente Ep “Drought” (2012) improntato alla melodia, “The Synarchy Of Molten Bones” è un album violentissimo ma di raffinate esecuzioni, dove detta violenza si ancora saldamente ai binari della ragione.

La cupa introduzione ambient della titletrack lascia spazio a solenni e imponenti arrangiamenti sinfonici di trombe ed archi, per poi lasciare esplodere un riff tagliente e veloce sul quale è costruito un pezzo dagli innumerevoli suoni contrapposti che tra blast beats e un growl cavernoso arriva ad un finale sincopato e apparentemente illogico. “Famished For Breath”, per alcuni aspetti speculare, possiede un incipit fulmineo e alterna momenti “rilassati”, ai tratti ai limiti del doom, ad accelerazioni furibonde.

Il meglio arriva con la suite “Onward Where Most With Ravin I May Meet”, oltre dieci minuti di repentini cambi di intenzione, tra sfumature melodiche alienanti operate ancora dagli strumenti a fiato e un black metal selvatico tenuto a bada dal bagaglio esecutivo. Più vicina alla forma canzone propriamente detta, “Internecine Iatrogenesis” chiude l’opera con il suo incedere ricorsivo e fisico, sfumando nelle stesse melodie che davano inizio all’album per chiudere il cerchio.

I Deathspell Omaga tornano dunque con un platter che ne ribadisce le peculiarità, forse non sorprendente come un tempo ma di certo testimone di un’ottima forma compositiva e mentale.

deathspell-omega-the-synarchy-of-molten-bones-cover

Voto recensore
7
Etichetta: Norma Evangelium Diaboli

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Synarchy Of Molten Bones 02. Famished For Breath 03. Onward Where Most With Ravin I May Meet 04. Internecine Iatrogenesis
Sito Web: https://deathspellomega.bandcamp.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login