Ancient VVisdom – Recensione: Deathlike

Prima di cominciare, una doverosa nota informativa. Gli Ancient Vvisdom di cui andremo a parlare non vanno confusi con la quasi omonima black metal band svedese Ancient Wisdom (forse un po’ più nota agli addetti ai lavori), i nostri sono texani e i più attenti di voi avranno notato che il moniker non è identico, essendo scritto con due V anziché con la W. Detto questo, seppure gli autori di “Deathlike” non suonino black metal, il loro mood misterioso e crepuscolare potrebbe fare impallidire molti sedicenti adepti di questo panorama. E’ piuttosto complicato inserire il gruppo in un filone preciso, potremmo parlare di occult rock per semplificare il tutto, ma sarebbe estremamente riduttivo, poiché nel sound di questo ensemble americano rientrano doom, psichedelia, neofolk, western, uno sporchissimo southern rock e soprattutto la capacità di creare atmosfere oniriche e ancestrali, tanto cupe da lasciare spiazzati. La band aveva già fatto parlare di sé in occasione del debut “Godlike Inferno”, che forte di simili credenziali riscosse grande curiosità e interesse nel panorama underground americano. “Deathlike” se vogliamo, si spinge anche più in là, mostrandoci un combo maturo e in grado di stupire con una serie di melodie semplici ed efficaci che poggiano su percussioni profonde e su arpeggi di chitarra secchi e diretti, ma in grado di solleticare le emozioni. Non è un caso che, vista anche la provenienza del gruppo, i brani possiedano sempre un retrogusto western (ascoltate bene “The Last Man On Earth” oppure “Life On Earth?”), che si mischia a cupe riflessioni di malinconico rock sudista. L’elemento che contraddistingue gli Ancient Vvisdom è comunque da ricercarsi nella voce tanto particolare di Nathan Opposition, sempre interpretativa, abile nel passare da momenti introspettivi a tonalità crescenti che tuttavia restano sempre dimesse, arrendevoli, senza però scadere nel prolisso. Ogni episodio ha la sua specifica collocazione e peso all’interno del disco, ma noi vogliamo citare l’epica tiltetrack, i risvolti doomish di “I Am Rebirth” a ancora il groove crepuscolare di “Waiting To Die”, che riserva a sorpresa un finale in crescendo. La nuova opera della band texana è un ascolto decisamente consigliato, in grado di infrangere troppe barriere stilistiche. Un’oasi nel deserto.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Prosthetic / Andromeda

Anno: 2013

Tracklist:

01.  The Beginning
02.  Let The End Begin
03.  Life On Earth?
04.  Deathlike
05.  Far Beyond Good & Evil
06.  I Am Rebirth
07.  Look Alive
08.  Waiting To Die
09.  Death Or Victory
10.  The Last Man On Earth
11.  Never Live Again
12.  Here Is The Grave


Sito Web: www.ancientvvisdom.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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