Deathless Legacy – Recensione: The Gathering

Fanno venire i brividi come i Death SS (beh, a dire il vero sono un po’ più fumettosi!), sono eleganti e oscuri come King Diamond e intriganti come i Ghost! In soli dieci anni di attività, ne hanno fatta di strada i Deathless Legacy! Inizialmente dediti a un tributo a Steve Sylvester e soci, i toscani hanno presto sviluppato una visione personale dell’heavy metal a tinte horror, concentrandosi su canzoni proprie e un’intensa attività live che unisce musica, arti visive e teatro.

“The Gathering”, il secondo studio album della scenografica band, vede non solo un deal con una label di spessore come Scarlet Records ma, cosa più importante, una notevole maturazione a livello compositivo e musicale. “The Gathering” propone infatti dieci canzoni (la traccia omonima è un’introduzione) di sano metallo pieno di melodie ficcanti ma assolutamente non banali, servito con la vena (o la giugulare se preferite) grandguignolesca e ironica che caratterizza la band.

Preparatevi dunque ad un ascolto gratificante e privo di intoppi dove l’aspetto formale è parecchio curato, ma altrettanto l’impatto emotivo lasciato dalle canzoni, tante piccole colonne sonore dove si riuniscono (appunto) i personaggi degli horror movies di una volta. Ottima la prova di ogni singolo musicista coinvolto, in particolare a salire sugli scudi è la vocalist Steva, dotata di un timbro versatile e davvero energico e i costanti dialoghi/duelli tra la chitarra di El “Calàver” e le tastiere di Alessio Lucatti (Vision Divine, qui presente con il nickname Pater Blaurot).

Dopo l’omonima introduzione di musica operistica, “Circus Of The Freaks” (chiaro tributo all’opera di Tod Browning) irrompe con i suoi ritmi circensi e cabaret, mettendo subito in luce l’estensione dei polmoni di Steva e le melodie sempre intriganti offerte dai nostri, inserite in un contesto metallico chiassoso e potente. La successiva “Phantom Manor”, introdotta dalle note dell’organo, è inizialmente un pezzo delicato, ma presto esplode e si velocizza. In questo brano notiamo come talvolta la band flirti con innesti dark prog piacevolmente “gobliniani”, ben proposti anche nella pungente “The Graveyard”, un altro episodio che risente delle influenze seventies in seno alla band (possiamo citare anche Alan Parsons).

Altre canzoni che vi ritroverete presto a canticchiare insieme alla front-girl sono l’irresistibile “Wolfgirl” (ottimo l’assolo di chitarra), “The Tomb”, vicina al sound dei primi Death SS ma comunque interpretata con personalità e la conclusiva “Skeleton Swing”, un vero, divertentissimo charleston metallico. E bravi i Deathless Legacy, un gruppo con doti intrattenitrici di tutto rispetto e autore di un album che vi entrerà pericolosamente in testa dopo un solo ascolto.

Deathless Legacy - The Gathering

Voto recensore
7,5
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Gathering (Intro) 02. Circus Of The Freaks 03. Phantom Manor 04. Baal 05. Wolfgirl 06. Tiamat 07. The Tomb 08. The Graveyard 09. The Dove Has Died 10. Smash Your Idols 11. Skeleton Swing
Sito Web: http://www.deathlesslegacy.it/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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