Recensione: Death... The Brutal Way

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Recensione: Death… The Brutal Way

Asphyx

Track Listing

01. Scorbutics 04:26

02. The Herald 03:33

03. Bloodswamp 03:56

04. Death The Brutal Way 03:52

05. Asphyx II (They Died As They Marched) 06:40

06. Eisenbahnmörser 05:42

07. Black Hole Storm 05:35

08. Riflegun Redeemer 05:40

09. Cape Horn 06:53

10. The Saw, The Torture, The Pain 03:10

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Questo si che si chiama dare al pubblico quello che vuole sentire. La coppia Bagbus/Van Drunen si riforma con l’intento di riprendere in mano quello stile che aveva reso unici i primi due album a nome Asphyx e il risultato è indubbiamente all’altezza di tale proposito. Death metal ultra-classico, percorso da rallentamenti doomeggianti e puntellato dalla voce scartavetrata di Van Drunen. Tutto al servizio di brani che non hanno certo nulla di innovativo, ma che godono di quella timbrica particolare che fin dai primi secondi di ogni pezzo fa gridare il nome Asphyx. Si tratta senza discussione di un’operazione nostalgia, ma a differenza di altri gli Asphyx dimostrano di avere ancora argomenti. Soprattutto sanno scrivere brani sulle loro vecchie corde senza scimmiottare la produzione precedente (chi ha detto Pestilence?). Se si ama il genere non ci si stufa presto di mazzate come “Scorbutics”, ” Eisenbahnmörser” e la title-track, mentre i momenti più doom – come “Asphyx II” e l’incipit di “Cape Horn” – sanno davvero di quel putrido in disfacimento finale che nessuno ha saputo rendere meglio di loro nel genere. Il nostro premio per la miglior song va però alla spaziale “Black Hole Storm”; un vero inno alla distruzione, con tanto di rallentamenti funebri e ripartenze fulminanti. E’ un peccato che manchi all’appello il chitarrista storico Eric Daniels, ma è altrettanto indiscutibile che il nuovo entrato Paul Baayens (già con gli Hail Of Bullets) faccia il suo dovere nei migliori dei modi. Un rientro con i fiocchi.

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