Death SS – Recensione: Rock’N’Roll Armageddon

2014, Clisson, Hellfest. Dopo anni riesco finalmente a vedere un concerto di Alice Cooper. Mentre me ne sto lì, ad una quindicina di metri dal main stage, un signore con il figlioletto sulle spalle si volta, e nel vedermi stampato in faccia un sorrisone beato si avvicina e mi dice, in un francese amichevolmente comprensibile: “Fantastico, vero? E non l’hanno ancora ghigliottinato!” Bene, sembra impossibile, eppure all’alba degli anni ’20 c’è ancora chi si scandalizza di uno show bricconcello a base di fiamme, modelle discinte e provocazioni di vario tipo.

Sarebbe ingiusto, tuttavia, basarsi sull’esibizione dei Death SS all’Agglutination Metal Festival e sui conseguenti strascichi polemici per giudicare il  loro nono lavoro (nobilitato tra l’altro da una fumettosa copertina di Alex Horley), ritorno in grande stile a cinque anni da  “Resurrection” del 2013 e dopo alcuni pantomimici tour d’addio. Quello che mi preme dire di “R’n’R Armageddon” è che, prima di tutto, ci troviamo di fronte ad un lavoro di fattura elevata, che offre all’ascoltatore ciò che l’ascoltatore si aspetta di sentire, senza il cinismo di  lesinare sulla qualità delle canzoni. Giunti a quarant’anni di carriera, Steve Sylvester ed i suoi sodali hanno imparato a comporre e suonare con onestà artigiana, scrivendo canzoni genuine e rifinendole con cura in fase di arrangiamento. In un’atmosfera così rassicurante accade che l’incedere Alice Cooper (appunto) di “Creature Of The Night” e “Hellish Knights” (che parte ruvida e si perde in un ritornello sicuramente protagonista dei sing-along dei  prossimi concerti) prepari la strada  allo spettacolare refrain di “Madness of Love“, oppure che al gusto gotico di “Black Soul” rispondano le atmosfere Morriconiane della ballata “The Glory of the Hawk“.

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che in fondo, si tratta di temi già sentiti migliaia di volte, ma in fondo è meglio un pugno di canzoni conservatrici ma ben costruite di un rivoluzionario pasticcio. Ben vengano allora modelli di riferimento come i Kiss (la titletrack, che funge anche da singolo apripista, “Forever“), come pure l’industrial, già visitato ai tempi di “Panic” (“Promised Land“, col suo giro di synth che non avrebbe sfigurato su “Mechanical Animals”  di Marylin Manson, le atmosfere di “The Fourth Reich” che richiamano i tardi Nine Inch Nails, la sensualità Depeche Mode/Paradise Lost di “Witches Dance“). A parte le ruvide ed orrorifiche (come da tradizione) “Slaughterhouse” e “Zombie Massacre“, a strappare un ultimo sorriso ci pensa “Your Life Is Now“, con un’armonica a dar manforte a cori e chitarre.

R’n’R Armageddon” è insomma un lavoro solido, in grado di divertire e coinvolgere, che ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, quanto i Death SS hanno fatto e continuano a fare per il panorama rock nostrano.

Death SS-RNR Armageddon
Voto recensore
7,5
Etichetta: Lucifer Rising Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Black Soul 02. Rock ‘N’ Roll Armageddon 03. Hellish Knights 04. Slaughterhouse 05. Creature Of The Night 06. Madness Of Love 07.Promised Land 08. Zombie Massacre 09.The Fourth Reich 10. Witches Dance 11.Your Life Is Now 12. The Glory Of The Hawk 13. Forever
Sito Web: https://www.facebook.com/DeathSSofficial/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login