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Deafheaven – Recensione: New Bermuda

Ritornano i Deafheaven con il terzo album sulla lunga distanza, su Anti-Records (sorella della celeberrima Epitaph): 5 pezzi che variano dagli 8 ai 10 minuti circa, in bilico fra black metal e post-rock.

Due generi inconciliabili? Apparentemente sì, per chi non ha ascoltato gruppi simili, mentre in realtà il suono proposto dal combo di San Francisco (principalmente duo, George Clarke e Kerry McCoy) si profila organico e coinvolgente fin dalle prime battute: propriamente black metal fra blast beat furiosi e voce da demone della foresta salvo poi trasformarsi, dopo 3 minuti, in un pezzo dal riff melodico e con una parte ritmica che viaggia su livelli umani. Non mancano gli accenni stoner nei riff per dissolversi in un arpeggio e diventare puro e liquido post-rock virando addirittura sul finale con un pianoforte.

Un richiamo stoner lo si ha anche in “Luna”, dove un riff asciutto e rapidissimo, in stile Mastodon (come alcune note riconducevano a loro nel brano precedente) lega i passaggi della canzone che parte con una sequenza leggera su base estrema. Nella seconda parte aleggiano toni più oscuri e malinconici fino ai 7 minuti per poi diventare una cavalcata finale dilatata grazie all’interludio creato da un momento di chitarre solista.

L’inizio di “Baby Blue”, fuori dal contesto dell’album, potrebbe far pensare a un gruppo shoegaze ma la batteria irrompe furiosa e ci riporta alla tragica realtà: la parte centrale della canzone varia e diventa ritmata e pulsante, prima della coda in puro stile decadente.

I due brani finali sono quelli addirittura più vari: se “Come Back” non presenta momenti propriamente pesanti (voce a parte), “Gifts For The Earth” è un compendio di ciò che gli autori riescono a tirar fuori dal cilindro. E’ il pezzo tecnicamente più vario, cangiante dal punto di vista melodico e ritmico, coronato da una conclusione perfetta, fra percussioni, pianoforte e chitarre pulite: non una nota o un accento fuori posto.

I Deafheaven riescono nell’ardua impresa di coniugare fra loro due generi agli antipodi e a catalizzare nuovamente l’attenzione dell’ascoltatore nonostante la lunghezza media dei pezzi: una prova di forza stilistica e compositiva a 360 gradi, vincente sotto ogni punto di vista, di certo non per tutti ma capace di ingolosire gli ascoltatori più attenti.

Voto recensore
8
Etichetta: Anti-Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Brought To The Water
02. Luna
03. Baby Blue
04. Come Back
05. Gifts For The Earth


Sito Web: http://deafheaven.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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