Human Improvement Process – Recensione: Deafening Dissonant Millennium

Signore e signori, eccoci davanti a uno dei dischi rivelazione dell’anno per quanto riguarda il metal estremo. Il qui presente “Deafening Dissonant Millennium” colpisce infatti per la sua maturità compositiva, la sua capacità di lasciare il segno da subito e di non annoiare dopo ripetuti ascolti, tutti pregi che assumono ancora maggior risalto se teniamo conto che si tratta di un debut album. Per darvi un’idea delle coordinate stilistiche degli Human Improvement Process, potremmo dire che questi cinque ragazzi modenesi si sono misurati con il death metal iper-tecnico di band come Carcass e Cynic, i rimandi a sonorità industrial e tematiche futuristiche dei Fear Factory, il desiderio di sperimentazione proprio dei The Ocean e la combinazione di brutalità e melodia tipica della scuola svedese, il tutto amalgamato in un suono fresco e moderno che arriva a lambire gli episodi più nobili del metalcore di matrice estrema. Ma andiamo ad analizzare il disco nel dettaglio.

L’oscura e misteriosa intro “Jenova” ci guida alla opener/title track “Deafening Dissonant Millennium”, traccia tanto rabbiosa quanto efficace nel mettere in luce da subito le doti tecniche e compositive dei nostri, tra growl particolarmente espressivi, complessi passaggi di chitarra e brusche accelerazioni. La successiva “Erase” parte veloce e nel finale fa emergere l’animo più riflessivo della band, mentre “Empty Eyes” introduce inserti elettronici nel consueto connubio di potenza e melodia.

Tra gli undici brani del disco non possiamo poi non menzionare la bellissima e malinconica traccia strumentale “Materioscura”, composizione che ricorda gli At The Gates di “Into The Dead Sky”. “Architecture Of A Dying Sun” è una canzone progressiva e d’atmosfera che non rinuncia però alle consuete bordate, la successiva “The Process” rappresenta poi una bella mazzata di death tecnico che nel finale ci stupisce ancora una volta con un’efficace apertura alla melodia e a parti di chitarra più soffuse e delicate. Si chiude in bellezza con “The Deepest Oblivion”, traccia tra le più lunghe e complesse del lotto, perfetta sintesi dell’intero disco.

“Deafening Dissonant Millennium” rappresenta senza dubbio un esordio coi fiocchi e uno straordinario punto di partenza per gli Human Improvement Process. Dare una chance a questa giovane band italiana, concedendo almeno un ascolto a un album che difficilmente deluderà, è quindi un consiglio più che raccomandato. Dal canto nostro, ci auguriamo che il gruppo di Modena prosegua sulla strada già brillantemente intrapresa per regalarci ancora più soddisfazioni in futuro.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Memorial Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Jenova
02. Deafening Dissonant Millennium
03. Erase
04. Empty Eyes
05. Our Last Pieces of Sanity
06. Artificial Savior
07. Materioscura
08. Architecture of a Dying Sun
09. The Process
10. Ethereal
11. The Deepest Oblivion


Sito Web: https://www.facebook.com/HumanImprovementProcess

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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