Manitou – Recensione: Deadlock

Una piacevole sorpresa questi Manitou. Attivi musicalmente dal 1998 i cinque finlandesi (per la precisione di Karhula) hanno da subito tentato di miscelare la tradizionalità dell’ heavy metal inglese (Judas Priest, Iron Maiden, Ozzy) con gli influssi modernisti e contemporanei di quello americano (Queensryche, Annihilator, Dream Theater). Un processo di “lievitazione” che ci consegna oggi, a cura della Firebox Records, questa seconda release, che doppia il mal supportato ‘Rage Of Achilles’ del 2004, presentandoci una band pimpante e lucidamente determinata a recuperare il tempo perduto.

Partiamo innanzitutto dalla produzione: sembra di ascoltare un disco curato da Bob Rock, tale è la profondità di sound e il quantitativo di riverberi, effetti e sovraincisioni varie che vanno a rivestire le parti suonate. Nulla di ‘Deadlock’ è scontato, i timbri delle due chitarre sono taglienti, pieni, estremamente definiti; il basso rotondo mi ha ricordato quanto fatto su ‘Empire’ (Queensryche) dal fondamentale Eddie Jackson; la batteria è vivida, vigorosa, attenta a seguire ogni piccola modificazione nella struttura dei pezzi anticipandone, talvolta, l’evoluzione; la voce di Markku Pihlaja è buona, forse un tantino troppo “pompata” e impersonale nelle modulazioni, paga sicuramente dazio ai singer delle formazioni sopracitate (Geoff Tate e James La Brie su tutti) ma riesce a svolgere il ruolo di anfitrione in maniera egregia.

Annotiamo sul taccuino di recensori una lunga serie di ottimi pezzi: la rapida ‘And The Silence Bites, l’assassina ‘Fools In Control’, la regale ‘Waste, Damnation’, la tecnica ‘The State Of Mind’ e …ci fermiamo qui, avrete difatti capito che il livello si mantiene su standard elevatissimi in tutti gli episodi.

Tecnica, songwriting, esperienza e una sana dose di contemporaneità fanno capolino in ‘Deadlock’ a cui difetta solamente la melodicità nei chorus e nei bridge di collegamento tra le parti cantate e quelle strumentali, a questo proposito segnaliamo la perfetta intesa tra le due asce Antti Laurèn e Markus Vanhala, con quest’ultimo più volte sugli scudi grazie ad assoli carichi di pathos e perizia.

‘Deadlock’ è dannatamente un buon disco che sarebbe un peccato lasciar cadere nel limbo delle nuove uscite senza alcun supporto.

Voto recensore
7
Etichetta: Firebox Records / Masterpiece

Anno: 2006

Tracklist: 01. And The Silence Bites
02. Fools In Control
03. Waste, Damnation
04. The State Of Mind
05. Black Burning Flame
06. Swallowing The Dark
07. Psychoracer
08. Lead A Wild Ride
09. By The Waves Of Stars
10. Black Meadow (Menace Of War)
11. The Black Meadow

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