Deadsoul Tribe – Recensione: Dead Soul Tribe

Avevamo lasciato Buddy Lackely nei fumosi risvolti dello scioglimento di Psychotic Waltz, una delle realtà ingiustamente meno considerate del metallo-non-metallo dello scorso secolo. E’ un piacere ritrovare il suo timbro vocale, ora bandiera e sirena di Dead Soul Tribe, giunto al debutto con l’album omonimo. Trasversalmente ci si imbatte spesso nei vicoli intravisti nel mondo di Tool, occhio di riguardo cui pare puntare tutto il lavoro in questione, che ha contro di sé il fatto di non scomodarsi mai fino in fondo, di non osare mai abbastanza, di non affondare il colpo per potersi spostare da seguace a proposta del tutto personale. Una matrice moderna è dominante nei colori di ‘The Haunted’, si respira l’odore del Bowie degli anni di Berlino nel cantato di ‘You’, si scende progressivamente verso i colori scuri e sfumati dell’introspezione a partire da ‘Under The Weight Of My Stone’ , sintetica e priva di orpelli, usata come interludio fra le due ideali facciate del disco. Diventa pesante in ‘Once’ e risplende di ‘Empty’, Jethro Tulliana in un beffardo gioco di parole fra le influenze ed i flauti concludendosi in una ‘Cry For Tomorrow’ che pare uscita bene dalle sessioni di un fallimentare ‘Hear In The Now Frontier’ di recente risvalutazione. Ad ogni buon conto chi vorrà classificare questo disco nel “metal” avrà di che arrampicarsi sugli specchi per trovarne le giustificazioni, chi vorrà un disco sostanzialmente “prog metal” non troverà pane per i propri denti, chi desidera un disco che tenta di andare in una direzione piacevole senza mai esplodere davvero significa che ha già lanciato i paraocchi dal finestrino. Lo sappiamo, è proibito, ma a volte fa tanto bene.

Voto recensore
6
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Powertrip / Comin’ Down / Anybody There / The Haunted / The Drowning Machine / You / Under The Weight Of My Stone / Once / One Bullet / Empty / Cry For Tomorrow / Into... / Into The Spiral Cathedral


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