After All – Recensione: Dead Loss

Molto interessante e particolare la musica dei belgi After All: se i riff e le strutture dei pezzi richiamano spesso il metal e l’hardcore meno ortodossi, l’impostazione dei pezzi, la voce e le melodie usate hanno un approccio molto rock, seppur pesante. Il risultato è che la band riesce a sfuggire agilmente ai cliché che appartengono all’uno o all’ altro genere. Tanto per chiarire le idee, il gruppo che più si potrebbe avvicinare a queste sonorità sono gli ormai sciolti (e rimpianti) Life Of Agony. Non siamo certo di fronte ad un album particolarmente originale o che farà storia, ma si tratta comunque di un lavoro fresco, onesto e godibilissimo: ‘A Sweet Departure’ possiede un andamento lento ed ipnotico ed un ritornello di facile memorizzazione che potrebbero renderlo un potenziale hit-single; ‘Condemned Heritage’ mostra delle chiare influenze di matrice Soundgarden e Alice In Chains (e i riferimenti a queste band si riscontrano spesso nell’arco degli oltre 50 minuti dell’ album) adattandosi perfettamente alla generale atmosfera oscura degli altri pezzi, così come la seguente ‘Reflection Of The Light’, anch’essa piena di reminiscenze si Seattle e dotata di ottime costruzioni melodiche. In definitiva un lavoro ben fatto, che potrebbe attirare l’ attenzione di molti ascoltatori proprio per la sua capacità di spaziare tra le influenze più varie pur mantenendo una propria precisa identità.

Voto recensore
7
Etichetta: Music Avenue/Frontiers

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: Erase Your pat / Self-Inflicted / A Sweet Departure / Fragments Of Time / Condemned Heritage / Into The Sun / Reflection Of The Light / Lost/Insane / The Rapture / A Sweet Departure (Edit)


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