Evergreen Terrace – Recensione: Dead Horses

Hardcore venato di metal, con un’aggiunta di cori punk. Questo è “Dead Horses”, sesto studio album dei cinque di Jacksonville.

Certo, metterla giù così potrebbe risultare un po’ limitativo, ma già con l’opener “Crows” e con la seguente “When You’re Born In The Gutter, You End Up In The Port”, si nota che tutti gli elementi sopra indicati sono forti e presenti, nonché usati ampiamente.

Intendiamoci, però, gli Evergreen Terrace (evidentemente grandi fan dei “Simpson”, visto che il nome è tratto dalla via dove abita l’allegra famiglia di Springfield), mettono sul piatto composizioni valide ed accattivanti, forti di un ritorno ad un approccio che spazia dall’ hardcore più melodico (rispetto al passato) al metalcore, senza problemi di sorta, anzi, fondendo queste due realtà così vicine eppur così lontane in una creatura apparentemente senza punti deboli.

Trentacinque minuti di scariche adrenaliniche, mitigate da momenti di “dolcezza riflessiva”. Tutto ciò viene rappresentato da “Dead Horses”, un album potente e compatto nonché variegato, che di composizioni come “Browbeaters Anonymous”, le già sopracitate “Crows” e “When You’re Born In The Gutter, You End Up In The Port”, “Post Satanic Ritual Baby” e la sorprendente “The Fortunate Ones”, trae la sua forza e la sua riuscita.

Davvero una bella release targata Evergreen Terrace.

Voto recensore
7
Etichetta: Rise Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Crows
02. When You're Born In The Gutter, You End Up In The Port
03. Post Satanic Ritual Baby
04. Dead Horses
05. Browbeaters Anonymous
06. Lacuna Inc.
07. It's All Over But The Cryin'
08. Mike Meyers Never Runs, But He Always Catches Up
09. The Fortunate Ones
10. That Dog'll Hunt


Sito Web: https://www.facebook.com/EvergreenTerrace

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