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De La Tierra – Recensione: De La Tierra

Nonostante siano solo al debutto, i De La Tierra sono una band decisamente già nota, merito dei membri che ne costituiscono la line-up: Andreas Kisser, chitarrista dei Sepultura, Andrés Giménez, ex leader e singer degli A.N.I.M.A.L., Sr. Flavio, bassista dei Los Fabulosos Cadillacs e Alex González, batterista dei Maná.

L’uscita in questione è stata preceduta da un video di presentazione della band e dal singolo “Maldita Historia”, anticipazioni che avevano già offerto un assaggio di quello che sarebbe stato il sound del combo Sud Americano: non ci troviamo dinanzi ad un album estremo, piuttosto l’impressione è quella di un prodotto molto groovy, che ben racchiude in sé l’anima di ognuno dei musicisti che vi hanno preso parte.

Nell’ascoltarlo bisogna accantonare il background dei quattro ragazzi, altrimenti le aspettative potrebbero essere fin troppo elevate rispetto al risultato finale, ovvero quello di un buon disco, con tracce di livello accettabile, considerati picchi e pecche, ma che sicuramente non rimarrà nella storia del Metal.

L’intro è affidata a “D.L.T.”, un minuto e mezzo di atmosfera dipinta da un arpeggio di chitarra acustica ripetuto a mo’ di mantra, dal quale emerge chiaramente l’anima latina, un crescendo che sfocia in “Somos Unos”, una delle migliori tracce del platter, che mette subito in evidenza la direzione artistica seguita dai Nostri: le chitarre sono ruvide, ma non pompate al massimo, si ha l’impressione che i suoni siano volutamente non spinti, rimanendo per questo più naturali possibile, a giudicare dalle soluzioni adottate sembra di trovarsi dinanzi alla versione Latinoamericana dei Sevendust.

Le melodie ammalianti della prima traccia vengono sopraffatte dai ritmi incalzanti della successiva “Rostros”, Andrés Giménez dimostra di avere doti canore non indifferenti, appare infatti a proprio agio sia nei passaggi gravi che in quelli acuti, mantenendo intatta quella ruvidità di fondo che ne rende il timbro inconfondibile.

Altra traccia degna di nota è “San Asesino”, che si contraddistingue per l’ottimo lavoro svolto al basso da Sr. Flavio e il suo slapping che eleva lo strumento al di sopra degli altri. I De La Tierra iniziano però ben presto a riciclare alcune delle idee già messe in campo, soprattutto con “Detonar”, apparentemente il naturale prosieguo della precedente,  “Fuera” e “Corran”, decisamente simili nel riffing sincopato; “Chaman De Manaus”, pur godendo del giusto carico di adrenalina, ha molto dei Sepultura di “Roots”. Voce fuori dal coro è la conclusiva “Cosmonauta Quechua”: una bordata Hardcore che alterna passaggi rapidi a ritmi più cadenzati, a dimostrazione che il drummer Alex González è in grado di dar vita a qualcosa di più estremo rispetto al Rock dei Maná.

“De La Tierra” è un album dal quale emerge tutta la latinità dei componenti: è viscerale ed accorato, melodico e ragionato, ma non raggiunge assolutamente le vette dell’Olimpo.

Voto recensore
6
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. D.L.T. - Intro

02. Somos Uno

03. Rostros

04. San Asesino

05. Detonar

06. Maldita Historia

07. Fuera

08. Chaman De Manaus

09. Reducidores De Cabezas

10. Corran

11. Cosmonauta Quechua


Sito Web: https://www.facebook.com/delatierramusic?fref=ts

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