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Hatriot – Recensione: Dawn Of The New Centurion

Per quanto appaia inusuale gli Hatriot possono essere definiti una band a conduzione familiare. A farla da padrone è infatti Steve “Zetro” Sousa, affiancato dalla base ritmica composta dai due figli Cody e Nick, rispettivamente a basso e batteria, e da due chitarristi non proprio di grande notorietà come Justin Cole e Kosta V.

Senza alcuna sorpresa il termine “familiare” può essere tranquillamente riciclato anche entrando nel merito della proposta musicale offerta dalla band; si tratta in tutto e per tutto del più classico thrash bay area, che può giusto vantare un minimo di aggiustamento nel parziale ammodernamento del suono, più compresso e aggressivo.

Fino a qui nulla di male, ma se leggete in calce alla recensione un voto non esaltante il motivo risiede nella non rimarcabile vena mostrata in quello che, al di là di ogni considerazione stilistica, dovrebbe essere il nucleo di un’opera musicale, vale a dire la qualità delle composizioni.

Anche riascoltandolo più volte “Dawn Of The New Centurion” l’unico complimento che riusciamo a formulare è quello di averci messo la giusta energia, perché purtroppo varietà e idee scarseggiano.

A partire dall’iniziale “My Cold Dead Hands” la band si concentra su una batteria di riff e di assoli decisamente scontati e la stessa struttura di molte canzoni è fin troppo monotona, priva di veri spunti e incanalata nella più prevedibile normalità di genere.

Lo stesso “Zetro” Sousa non appare in forma eccellente, autore di una prova fin troppo gracchiante che danneggia anche quel minimo di possibilità di melodia contenuto nelle tracce.

Qualcosa in più arriva da tracce dal minutaggio elevato come “Silence In The House Of The Lord”, la più lenta e melodica “The Fear Within” (ascoltala qui) e la title track, probabilmente perché qualche variabile in più era obbligatorio inserirla nel giustificare la durata sopra media. Nonostante questo l’insieme della tracklist non riesce a coinvolgere più di tanto, schiacciato da troppe banalità e da una prestazione di gruppo comunque troppo ordinaria (anche se formalmente senza pecche).

Forse i più sfegatati follower del thrash vecchia maniera riusciranno comunque ad apprezzarlo, ma a noi questo lavoro è parso solamente una ripetizione non necessaria di concetti comunque meglio espressi in passato e che anche oggi troviamo sviluppati con maggiore convinzione altrove.

Voto recensore
6
Etichetta: Massacre Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. From My Cold Dead Hands
02. Your Worst Enemy
03. The Fear Within
04. Honor the Rise and Fall
05. Superkillafragsadisticactsaresoatrocious
06. Silence in the House of the Lord
07. World Funeral
08. Dawn of the New Centurion
09. Consolation for the Insane


Sito Web: http://www.hatriotmetal.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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