Necrophobic – Recensione: Darkside

Uscito originariamente per Black Mark e ristampato da Hammerheart nel 2003, il secondo disco dei seminali Necrophobic torna nuovamente disponibile, sempre sotto il rinato marchio olandese. Si tratta indubbiamente di una bella notizia per gli appassionati dell’estremo nordico, visto che “Darkside” segna quella svolta verso il black /death in stile Dissection che ha contribuito a creare un ibrido di buona qualità artistica e non vuoto di soddisfazioni commerciali, dato che la band continua oggi ad essere un punto di riferimento importante della scena.

Rispetto ad un debutto più facilmente incanalabile nel solco del death di stampo swedish questo seguito (che esce ben 4 anni dopo) viene avvolto da un manto di nera oscurità che trasuda melodie e riffing accostabili al black metal. Una svolta che però non toglie identità ai Necrophobic che trovano così un canale espressivo sufficientemente personale che scorre in mezzo tra il grezzo classic death di Entombed e Unanimated e il black metal di Dissection e Dark Funeral. L’uscita del disco sancisce infatti una mutazione che viene da definire “incompleta”, un cambiamento forse inevitabile vista la presenza in formazione di David Parland (aka Blackmoon di Dark Funeral e Infernal), ma che proprio a causa dell’ibridazione tra i due volti dell’estremo svedese rimane un momento importante della storia del genere.

Parland di fatto era già fuoriuscito dal gruppo al momento della pubblicazione di “Darkside”, ma molte delle canzoni incluse sul disco vedono il suo contributo e la direzione presa successivamente dalla band fa capire quanto la spinta prodotta fosse considerevole.

Focalizzando per il momento l’attenzione ne sul disco in questione, se pur con un supporto di qualità sonora non eccellente, “Darkside” presenta parecchie song ben calibrate e emozionanti che ancora oggi si ascoltano con piacere.

“Black Moon Rising”, “Spawn Of Evil” e “Bloodthirst” e la strumentale e atmosferica “Venaesection” lasciano subito il segno, spaziando in pochi minuti da atmosfere gelide e dark, a tempi medi dal gusto epico, fino ai riff corposi e melodici di stampo death metal. Il resto si assesta su coordinate simili per ciò che concerne l’impasto sonoro, ma ogni canzone vive di una propria identità e il bello di un classico come “Darkside” risiede proprio nella diversificazione del songwriting a fronte di scelte stilistiche comunque ben rintracciabili.

Voto recensore
8
Etichetta: Black Mark (1997) / Hammerheart (2011)

Anno: 1997

Tracklist:

01. Black Moon Rising 02:51
02. Spawned by Evil 03:21
03. Bloodthirst 03:39
04. Venaesectio (Episode One)
05. Darkside 03:55
06. The Call 03:26
07. Descension (Episode Two)
08. Nailing the Holy One 02:42
09. Nifelhel (Episode Three) 04:12
10. Christian Slaughter 06:16


Sito Web: http://www.necrophobic.net/

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