Dark Tranquillity – Recensione: Moment

Per chi scrive, novembre è sempre stato un mese molto particolare, scandito da una malinconia che tinge di nero lo stato emotivo. Sarà un caso, ma ancora una volta in questo mese così decadente i Dark Tranquillity danno alle stampe un loro nuovo lavoro: quattro anni fa, è arrivato “Atoma”, adesso tocca a “Moment”, platter uscito sotto l’egida di Century Media.

Da sempre alfieri del Göteborg-sound, i Dark Tranquillity hanno saputo rinnovarsi, inserendo nel loro sound diversi elementi che ne hanno arricchito e differenziato la proposta: gli esperimento gothic– elettronici di “Projector” e “Haven” hanno fatto storcere il naso ai fan della prima ora ma hanno permesso al gruppo di esplorare nuove strade espressive di grande richiamo. Dopo due dischi interlocutori come “We Are the Void” e “Construct”, è giunto “Atoma”, album che ha rivitalizzato i Nostri, riportando la band ai fasti di un tempo. La nuova prova sulla lunga distanza – la dodicesima di una carriera ormai trentennale – si pone in continuità rispetto alla prova precedente ma, al contempo, lascia riaffiorare soluzioni apparse in “Haven”: dall’unione di queste due anime, nascono le tracce migliori tra le dodici proposte, quelle che in maniera cristallina mettono in risalto le peculiarità del combo svedese.

Prima di addentrarci nell’analisi del disco, vi segnaliamo l’uscita dal gruppo dell’altro chitarrista nonché fondatore del gruppo, Niklas Sundin, sostituito brillantemente – almeno in termini esecutivi – da Christopher Amott (vecchia conoscenza degli Arch Enemy) e Johan Reinhldz.

Passando al disco, l’incipit di “Moment” è quanto di più aggressivo ci si potesse aspettare: “Phantom Days” è un brano potente, diretto, espressione cristallina di quel Melodic Death Metal che unisce l’intransigenza del Death con un ricercato gusto per la melodia. “Transient” e “Identical to None” non si distaccano da queste coordinate, espressioni di un approccio divenuto consuetudine in questi ultimi anni: up-tempo aggressivi che sfociano in ritornelli accattivanti di immediata presa. Sovente, la sensazione è quella di ascoltare i Paradise Lost degli ultimi anni.

Con le successive “The Dark Unbroken” e “Remain in the Unknown”, i Nostri tornano a sfruttare la splendida voce di Mikael Stanne che alterna cantato pulito con il growl, in un’alternanza che accompagna i cambiamenti umorali del brano; i brani sono impreziositi dalla superba prova dei chitarristi e dalle splendide atmosfere create dal tastierista Martin Brandstrom. Indubbiamente, ci troviamo di fronte a due highlights del disco.

Giunti al giro di boa, ci lasciamo alle spalle “Standstill” (uno degli episodi meno ispirati dell’intero lotto nonostante l’ennesimo ottimo assolo) prima di tuffarci nelle atmosfere tensive di “Ego Deception”, brano che gioca ancora con i contrasti tonali dell’ugola di Stanne: il cantante svedese conferma ancora una volta – anche se non ce ne sarebbe più bisogno – la sua duttilità ed espressività, confermandosi come una delle voci più belle in assoluto nel panorama della musica estrema.

La seconda parte del disco procede con brani omogenei, che puntano a conquistare l’ascoltatore con la loro immediatezza e le melodie catchy. Purtroppo, alla lunga, emerge una mancanza di ispirazione che rende prevedibili le ultime tracce. Sia chiaro, la qualità dei singoli brani è più che sufficiente, merito della perizia dei vari membri del gruppo; basti prendere a esempio l’accoppiata “A Drawn Out Exit”/“Empires Lost To Time” per capire che ci troviamo di fronte a brani vigorosi che, però, ricalcano un canovaccio già ascoltato. La tormentata “In Truth Divided” chiude “Moment”, spezzando questa staticità con tutto il suo carico di malinconia.

In generale, la sensazione è quella di trovarci di fronte a un gruppo che, dopo le defezioni di due pilastri, ha preferito giocare sul sicuro. “Moment” non è un brutto disco, anzi, semplicemente soffre per la carenza di quel quid che avrebbe reso più imprevedibile l’ascolto. La speranza è che registrate le dinamiche tra loro, i Dark Tranquillity possano riprendere il discorso intrapreso tra i solchi di “Atoma”. Per loro, siamo sempre disposti ad attendere.  

Dark Tranquillity Moment 2020
Etichetta: Century Media

Anno: 2020

Tracklist: 01. Phantom Days 02. Transient 03. Identical to None 04. The Dark Unbroken 05. Remain in the Unknown 06. Standstill 07. Ego Deception 08. A Drawn Out Exit 09. Eyes of the World 10. Failstate 11. Empires Lost to Time 12. In Truth Divided
Sito Web: https://www.darktranquillity.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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