Dark Sarah – Recensione: Behind The Black Veil

L’amore è certamente uno dei sentimenti più forti al mondo, ma se puntualmente tradito può diventare un’arma a doppio taglio e trasformare la persona più pura d’animo in una creatura malvagia e oscura.
Da questa premessa che sta alla base del disco stesso che andremo a recensire/presentare prende vita Dark Sarah, nuovo progetto musicale creato dalla mente dell’ex cantante degli Amberian Dawn, Heidi Parviainen. Dopo aver abbandonato la band madre, la soprano di Kerva ha voluto investire il suo tempo in una nuova sfida musicale, la cui riuscita è stata resa tale grazie soprattutto all’aiuto economico dei molti fan della cantante finlandese. Descritto come “cinematic metal”, il primo capitolo discografico di Dark Sarah in realtà non è altro che un normalissimo gothic/symphonic metal che segue le orme lasciate già in passato dai ben più noti Nightwish e, spesso e volentieri, non esita a strizzare l’occhiolino anche ai suoi ex compagni di avventura. L’unico elemento cinematografico che si potrebbe forse riscontrare in questa release è caratterizzato dai vari video promozionali, in particolar modo quello che vede la cantante condividere la scena con il collega e amico Tony Kakko (Sonata Arctica) nel duetto “Light In You”, ma a livello musicale niente di tutto ciò che viene millantato dalla soprano drammatica risulta effettivamente reale.

La musica, seppur accompagnata da un songwriting un po’ deboluccio, già di per sé non è malvagia, la proposta musicale scelta dalla cantante in fin dei conti è quella più abusata in quest’ambiente: abbiamo ampi vocalizzi, linee vocali operistiche che sanno districarsi bene anche in contesti più impegnativi, melodie raffinate e melodiche ma in fin dei conti, purtroppo, non offre nulla di particolarmente innovativo. Nonostante la buona figura, l’album non convince a pieno e anzi, dimostra un’eccesso di tecnicismi che alla lunga finiscono per annoiare e appesantire l’ascolto, come dimostrato nei singoli “Memories Fall”, dove la cantante duetta con Manuela Kraller (ex-Xandria), “Save Me”, scelta come opening track del disco e “Fortress”.

Un vero peccato per la bella cantante mora! Nonostante la grossa campagna promozionale effettuata dalla stessa artista e il solido (consistente) contributo dei suoi fedelissimi fan, ci si sarebbe aspettato qualcosa di più convincente. Una vera occasione sprecata!

Voto recensore
5,5
Etichetta: Inner Wound Recordings

Anno: 2015

Tracklist:

01. Save Me
02. Poison Apple
03. Hide And Seek
04. Memories Fall
05. Evil Roots
06. Violent Roses
07. Hunting The Dreamer
08. Fortress
09. Silver Tree
10. Sun Moon And Stars
11. Light In You
12. Sarah's Theme
13. Memories Fall (Orchestral Theme)
14. A Grim Christmas Story


Sito Web: www.darksarah.com

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Michele

    Ciao a tutti,
    il mio voto è dieci. Aggiungo soltanto che un recensore, che ascolta quest’album sicuramente pensando ad altro, e dopo scrive una recensione come questa, dovrebbe semplicemente cambiare lavoro.
    Grazie dell’attenzione.
    PS
    Queste recensioni sono un insulto a chi ama questo genere!

    Reply
  2. Lucifer

    Io amo il Symphonic metal e proprio per questo ho trovato orribile quest’album: banale, cliché, trito e ritrito, noioso, soporifero, pigro e anonimo. E chi conosce il genere se ne accorge subito. Una lagna già sentita altre volte, nulla di paragonabile alle grandi band del genere, a quelle che ancora riescono a tenere in equilibrio una personalità unica e ben definita e la capacità di innovare o per lo meno rinfrescare il genere.

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