Dark Quarterer – Recensione: Pompei

Ci risiamo. Dopo quarant’anni di guerresca attività, dall’uscita del loro esordio mitico, “Dark Quarterer” del 1987, il quartetto di Piombino non riesce a produrre un disco che non sia un capolavoro. L’ottavo e nuovo “Pompei” non vuole e non può essere una eccezione, un disco curato fin nei minimi particolari, composto e lasciato “crescere” senza fretta (non è certo per denaro che i nostri ragazzi pubblicano musica, ma solo per purissima passione), ben supportati dalla piccola ma solida Cruz Del Sur Music.

“Pompei” è un concept album suddiviso in sei capitoli, per quasi cinquanta minuti di sonorità che si ispirano al libro “I Tre Giorni di Pompei” di Alberto Angela, e ben rappresentato da una drammatica e densa immagine di copertina, opera di Paolo Giraldi, che fa vedere l’implacabile e furente vulcano, sullo sfondo, come se fosse un personaggio in carne ed ossa, troneggiante sulle vite di tantissimi inerti esseri umani, che si stringono uniti per provare a trovare una soluzione in quell’inferno di fuoco, oppure una via di fuga quasi impossibile.

In questa dimensione certamente congeniale allo stile ed all’espressività della band, il risultato finale è una colonna sonora perfetta, nella narrazione serrata di eventi cupi ma inevitabili. Oramai è veramente difficile citare tutti gli stili musicali a cui i Dark Quarterer fanno riferimento, perché scrivere che “fanno” Epic Metal è realmente e totalmente riduttivo. E la stessa band a portare nel suo mondo, stratificato e intenso, ogni elemento sonoro atto a rendere credibile la storia che viene raccontata in ogni loro nuovo lavoro.

La musica è certamente “progressiva”, nel senso che si percepisce in costante progressione musicale ed emozionale, dove la tecnica degli strumentisti è ben presente ma assolutamente mai pretenziosa o esibizionistica. Ogni sforzo dei Dark Quarterer va nella direzione della storia raccontata, e narrata con partecipazione estrema dal cantore Gianni Nepi, ugola preziosa dotata di un timbro assolutamente unico e riconoscibile, ma soprattutto di una capacità narrativa che si è notevolmente affinata negli anni. Non ha veramente nessun valore il cominciare a sciorinare titoli o raccontare delle canzoni che saranno per ognuno di voi una esperienza personale ed irripetibile, incastonata tra suggestioni epiche ma dolorose, esplosioni di possente aggressività, ricordi quasi settantiani grazie ad un suono di tastiere che riesce ad essere insieme vintage quanto moderno.

Come raccontato nel prologo, con “Pompei” i Dark Quarterer centrano l’ennesimo lavoro di qualità sopraffina ed altissima, e non ho dubbi che per loro sia onorevole sapere di essere amati e ritenuti una cult band da un nugolo di appassionati ascoltatori. Ma loro meritano molto di più, e questo messaggio è per chi ama il metal a trecentossessanta gradi: ascoltate questo disco, acquistatelo, fatelo vostro.

Etichetta: Cruz Del Sur

Anno: 2020

Tracklist: 01. Vesuvius 02. Welcome to the Day of Death 03. Panic 04. Plinius the Elder 05. Gladiator 06. Forever
Sito Web: https://www.facebook.com/DarkQuarterer/

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