Von – Recensione: Dark Gods: Seven Billion Slaves

Venticinque anni di storia non sono certo pochi. I Von, ensemble di black metal californiano, sono tornati a sorpresa lo scorso anno per volontà del leader Venien (basso e voce) con la reincisione dell’ormai introvabile debut “Satanic Blood” (ufficialmente pubblicato come demotape nel 1992, ma che a sua volta fu oggetto di numerose ristampe e riedizioni nel corso degli anni) e oggi li ritroviamo con la seconda prova sulla lunga distanza, questo “Dark Gods: Seven Billion Slaves”. Bisogna riconoscere che i Von se la cavano piuttosto bene anche inseriti in un contesto contemporaneo. Vero è che la nuova fatica risponde a un concetto di black metal underground, fatto di suoni fangosi, vocals lacerate e una produzione estremamente ruvida. I brani sono essenziali, permeati da risvolti doomish che spuntano da tappeti di riff compressi e generali decelerazioni che danno ai brani un respiro cimiteriale. Una particolarità del lavoro è poi da vedersi nel moderato utilizzo di una componente moderna, per così dire “elettronica”, ossia dei cori effettati che intervengono come oscure litanie, un elemento che genera ulteriore angoscia durante l’ascolto. Insomma, “Dark Gods: Seven Billion Slaves” possiede tutto ciò che si confà ad un platter di metal estremo nella sua concezione più univoca, che tutto vuole fuorché consensi commerciali. Da questo punto di vista la nuova release dei Von solleticherà senza dubbio il palato dei collezionisti e di quella ben definita nicchia di pubblico che apprezza le sonorità sotterranee, per tutti gli altri non occorre fare altro che scegliere una delle molteplici alternative offerte dal mercato discografico.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Von Records

Anno: 2013

Tracklist:

01.  They Have Come

02.  Ancient Flesh Of The Dark Gods

03.  Hands Of Black Death

04.  Dark Gods

05.  MONSTER!

06.  DevilWhore

07.  iAmInHuMan

08.  RawRot

09.  Black Eyes


Sito Web: http://www.facebook.com/vonblackmetal

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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