Bang Tango – Recensione: Dancin’ On Coals

Tra i tanti passaggi storici del rock/metal l’inizio novanta appare essere di gran lunga il più snobbato. Una sorta di velo di silenzio avvolge l’era appena precedente all’ingresso prepotente del grunge e dell’alternative nelle classifiche di tutto il mondo, quasi a voler dimenticare una sconfitta bruciante per una scena abituato ad essere al top.

E’ un dato di fatto però che moltissimi sono i dischi straordinari usciti in quegli anni e altrettanto tante le band accantonate immeritatamente dall’industria mainstream e vittime della peggiore delle condanne inflitta dalle major ai gruppi cosiddetti minori: il duraturo “fuori catalogo” dei loro album.

Un caso emblematico di questo discorso sono i bravi Bang Tango, con due album ottimi per una major come la MCA, prima di scivolare progressivamente nell’underground di genere con uscite sempre più diradate e uno status di band culto indubbiamente meritato, ma che mai più ha toccato la qualità di questo bellissimo “Dancin’ On Coals”.

Il disco gode infatti di quella definizione di classico moderno che poteva essere affibbiato a quelle band che cercavano in qualche modo di evolvere l’hard stradaiolo di moda dopo l’esplosione della scena street in un crossover meno pesante di quello che avremmo imparato a conoscere negli anni novanta, ma che allo stesso tempo si compiaceva nel flirtare con il funky, le atmosfere dark-rock dei The Cult e una bella dose di melodia orientata al pop-rock radiofonico.

Una ricetta semplice apparentemente, ma che in realtà presupponeva una visione d’insieme non comune in quegli anni e che infatti fece gridare al miracolo critica e pubblico. Merito di brani brillanti ed estremamente diversificati tra loro che sapevano cogliere nel segno restando in perfetto equilibrio tra le varie anime del gruppo passando con sorprendente facilità da momenti rilassati e melodie suadenti tra pop e soul, al sudiciume del glam-rock, alla forza chitarristica del rock classico, al groove pulsante del funky rock.

Brani come “Untied And True” (qui segnalata erroneamente in tracklist come “United And True), “Soul To Soul”, “Midnight Struck” o la title track sono perle assolute che inquadrano al meglio un momento di transizione che non ha poi avuto corso e che forse ci raccontano una piccola storia su cosa sarebbe potuto diventare il rock mainstream americano degli anni novanta se non fosse arrivata l’ondata alternativa a cambiare completamente le carte in tavola.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Mca - Metal Mind (2011) / Andromeda

Anno: 1991

Tracklist:

01. Soul to Soul
02. United and True
03. Emotion in Gear
04. I’m in Love
05. Big Line
06. Midnight Struck
07. Dancin’ on Coals
08. My Saltine
09. Dressed Up Vamp
10. Last Kiss
11. Cactus Juice

Bonus tracks:

12. 20th Century Boy
13. Futurama (live)


Sito Web: http://www.myspace.com/bangtango

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. Fabrizio da Varès

    Ricordo con affetto il primo incontro sonoro con questa band, molti anni fa, su una delle compilation molto in voga all’epoca – abbinate ad una famosa rivista di metal e affini – prestatami da mio cugino… l’unica canzone che ebbi moido di sentire, mi eccitò parecchio ma purtroppo persi le sue tracce senza approfondire mai la conoscenza musicale di questo combo. Fa piacere riscoprire dopo tanto tempo che sono ancora in tempo per rimediare!Chissà se avrò modo di trovare il disco in questione su qualche scaffale…

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