Macabre – Recensione: Dahmer

I Macabre arrivano da Chicago e da oltre quindici anni calcano le scene del metal estremo. Questa volta, in oltre settanta minuti di disco, tendono ad allietarci con la vita, le opere e la morte di Jeffrey Dahmer, serial killer di Milwakee pedofilo. La miscela è un’accozzaglia di punk, hardcore, metal estremo, miscelato alla carlona nell’abbraccio folle di tre individui che non sanno ancora se fare maledettamente sul serio o semplicemente sbeffeggiare tutti coloro i quali incappano in questa loro opera. L’ omogeneità è bandita, un apparente senso logico nella musica del gruppo è un’ altra chimera, questo ‘Dahmer’ non è nemmeno divertente, affogato nella noia di ingredienti che male si sposano tra di loro, complice un aspetto compositivo a dir poco imbarazzante. A nulla vale la produzione di Neil Kernon, e se questi signori seguitano a definirsi Murder Metal, per quello che ci riguarda, faranno bellissima mostra di loro su qualche scaffale fuori dalle nostre case.

Voto recensore
3
Etichetta: Hammerheart / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Dog Guts / Hitchkiller / In The Army Now / Grandmother’s House / Blood Bank / Exposure / Ambassador Hotel / How About Some Coffee / Bath House / Jeffrey Dahmer And The Chocolate Factory / Apartment 213 / Drill Bit Lobotomy / Jeffrey Dahmer Blues / McDahmers / Into The Toilet With You / Coming To Chicago / Scrub a Dub Dub / Konerak / Media Circus / Temple OF Bones / Trial / Do The Dhamer / Baptized / Christopher Scarver / Dahmer’s Dead / The Brain

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