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Dagoba – Recensione: Black Nova

Settimo sigillo per i transalpini Dagoba, questo “Black Nova” su Century Media Records, che arriva a distanza di due anni dal precedente “Tales Of The Black Dawn”: dieci pezzi introdotti da una immaginifica copertina ad opera di Seth Siro Anton (proprio quello dei Septicflesh), sotto la supervisione al mixaggio e al mastering da parte di Jacob Hansen (già al servizio di Volbeat, Epica e Heaven Shall Burn).

Un CD che sicuramente suona gradevole al primo ascolto, orecchiabile al punto giusto specie a causa delle vocals di Shawter, in grado di passare dall’urlo al melodico dosando con sapienza i momenti in cui una tecnica prevale sull’altra, e alle chitarre di JL Ducroiset, brillanti ma che segnano anche un grosso limite di questo lavoro, ovvero la pressochè totale assenza di assoli: se Werther Ytier al basso e Nicolas Bastos alla batteria riescono a tessere ritmiche di tutto rispetto, con la cattiveria giusta di supporto ai synth e alle parti elettroniche che catapultano in certe atmosfere futuristiche che chiamano in ballo anche certi Fear Factory, dalla parte della sei corde non si riesce a spiccare il volo in toto.

Un’intro atmosferica e guerreggiante in cui le orchestrazioni, gli effetti e il clangori metallici coesistono passa la palla al synth che apre “Inner Sun”, dal cantato tirato ma con un refrain in cui le vocals diventano pulite così come le trame diventano pù melodiche; insieme alla successiva “The Legacy Of Ares”, con inizio sinfonico e carico comprensivo di doppia cassa, il brano succitato di pone fra i migliori di questo nuovo CD, segno che arrivando alla decima traccia il passo è un po’ appesantito e sottolineano il vero limite di questo “Black Nova”. Il limite sono le canzoni, che non lasciano un segno indelebile e non si fanno ricordare, anche quando i synth si fanno più segaligni e i brani si chiudono in maniera corale come in “The Infinite Chase” o quando si propongono mix fra la band di Dino Cazares ed i Cradle Of Filth (“The Grand Emptiness”). Rimane poco altro e, suoni a parte (accattivanti, decisamente) sorgono dubbi sulla longevità di questo dischetto dei Dagoba.

Onesti, i Dagoba, ma non si può certo gridare al miracolo per questo “Black Nova”, consigliato per un ascolto divertente e spensierato ma si presuppone limitato nel tempo.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Tenebra 02. Inner Sun 03. The Legacy Of Ares 04. Stone Ocean 05. The Infinite Chase 06. The Grand Emptiness 07. Lost Gravity 08. Fire Dies 09. Phoenix & Corvus 10. Vantablack
Sito Web: http://www.dagobamusic.com

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