Mortuus Infradaemoni – Recensione: Daemon Qui Fecit Terram

‘Daemon Qui Fecit Terram’ è l’opera prima dei bavaresi Mortuus Infradaemoni, band che risponde pienamente ai canoni espressivi del black metal vecchia scuola. La otto tracce del disco percorrono il sentiero battuto dai Darkthrone e cloni a venire, tra atmosfere raggelanti, velocità d’esecuzione, riff minimali e taglienti, ma nonostante tutto impatto e marzialità.

Nulla che possa trovare terreno fertile al di fuori del pubblico appassionato di queste sonorità underground, ma ai tedeschi va riconosciuta comunque la capacità di comporre pezzi violenti e drammatici come ‘Terribilis Est Locus Iste’, con alcuni risvolti melodici, o la successiva, velocissima ‘In Nebulae Visionis Serpentem’.

Le vocals sono naturalmente affidate a uno screaming raggelante, mentre la registrazione, ruvida quanto basta, preserva quell’alone sulfureo tipico del black primitivo.

Di fronte a releases del genere, il giudizio è sempre il solito: satanassi fatevi sotto e tutti gli altri stiano alla larga.

Etichetta: Cold Dimensions / Masterpiece

Anno: 2007

Tracklist:

01.Ex Ignis Orior
02.Oneris Et Jactura
03.Ad Facies Mortis
04.Terribilis Est Locus Iste
05.In Nebulae Visionis Serpentem
06.Vita Somnium Breve
07.Gods Of Horror And Abysmal Grief
08.Metamorphosis


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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