Rain – Recensione: Dad Is Dead

Una carriera, un nome, che girano sulla scena da un considerevole numero di anni. Un heavy metal classico, stradaiolo, disseminato di chilometri macinati in macchina, di locali più o meno belli (e ci dicono anche di incidenti di percorso, come qualche intossicazione alimentare), in compagnia di amici provenienti da ogni dove e di donne più o meno belle, basta che…Con una line-up profondamente modificata negli ultimi anni i bolognesi Rain tornano alla ribalta con un lavoro che si mantiene fedele a quello che è da tempo lo stile che contraddistingue questa band, arrivata solo di recente a farsi conoscere da una fetta più ampia di pubblico. La nuova voce manca probabilmente di quegli aspetti tecnici molto precisi che ne caratterizzavano il frontman precedente, ma ha un suo stile e una sua personalità che la rendono estremamente adatta alla situazione, mentre dall’altro lato si è aggiunta probabilmente raffinatezza ai riff con l’aggiunta di un chitarrista che ha lo shred nel DNA. Tutto questo ha portato ad un disco che non mancherà di piacere agli estimatori dei ritmi sostenuti, dove non c’è spazio per cose come ballad romantiche o discorsi filosofici sul senso della vita. Questo è rock and roll allo stato puro, e come tale va considerato; anche alcune scelte puramente tecniche, come il fatto di avere registrato gli strumenti in presa diretta, testimoniano un’attitudine genuina nei confronti del pubblico. Piccola grande perla finale è poi la cover di “Rain” dei The Cult, ormai riproposta regolarmente nel repertorio live del gruppo, ma anche brani come “Love In The Back” (gridolini di donna a parte), “The Party” o “Swan Tears” non potranno non piacere.

Voto recensore
7
Etichetta: Aural Music

Anno: 2008

Tracklist:

1- 8 Bar
2- Blind Fury
3- Mr. 2 Words
4- Love In The Back
5- Rain Are Us
6- Red Kiss
7- The Party
8- Last Friday
9- Dad Is Dead
10- Swan Tears
11- The Reason
12- Bang Bus
13- Rain


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