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Cyhra – Recensione: Letters To Myself

Negli ultimi tempi, i supergruppi stanno vivendo una nuova età dell’oro, come se i membri fuoriusciti da una band non vedessero l’ora di trovare dei colleghi nella stessa barca, per dare vita a nuovi prodotti discografici che, diciamocelo, saranno più o meno riusciti.
La storia dei Cyhra è esattamente questa: prendete gli ultimi In Flames, gli Amaranthe, i Rhapsody e gli Shining, spingeteli in un frullatore a immersione e otterrete le caratteristiche tipiche di questa nuova band, un distillato di hard rock con acenni groove e una certa componente elettronica.

“Letters To Myself”, l’album di debutto dei Cyhra, non scopre nulla di nuovo nè disegna confini trascendentali nel mondo dell’alternative metal, eppure riesce ad inanellare una serie di pezzi accattivanti e orecchiabili al punto giusto.
Gli stilemi fondamentali del disco si ripetono forse un po’ troppo simili a se stessi e sulla lunga distanza l’album perde di mordente: un paio di brani in meno avrebbero giovato alla riuscita di questo “Letters To Myself”, che riserva i suoi momenti migliori proprio nella parte iniziale.

La opener “Karma” rivela il lato elettronico dei Cyhra, strettamente legato ad una forte ricerca della melodia catchy e del ritornello antemico. Il risultato di questo primo brano, dobbiamo dirlo, è piacevole e raggiunge il suo scopo di catturare l’attenzione dell’ascoltatore. L’impressione, però, è che difficilmente “Letters To Myself” ci riserverà grandi sorprese.
E così le successive “Heartrage” o “Muted Life” ripropongono una struttura diretta e facilmente assimilabile, dalla forte impronta synth.
La quasi title track “Letter To Myself” rappresenta uno dei brani più riusciti dell’album, costruito su un impianto hard rock à la Alter Bridge, con un tocco di power metal, di quelli più sfacciatamente orientati a farsi cantare fin dal primo ascolto.
I pezzi successivi non aggiungono molto altro nè si impegnano a diversificare la proposta della band, reiterando una struttura di sicuro effetto che non intende avventurarsi al di fuori del suo comodo sentiero lastricato di melodie prevedibili, ma tutto sommato efficaci. L’album veleggia senza scossoni verso le conlcusive “Inside A Lullaby”, l’immancabile ballad da accendini sventolati nel buio, e “Dead To Me” che, per non farsi mancare nulla, aggiunge un tocco rappeggiante all’ensemble.

Si potrebbe vivere anche senza conoscere o scoprire i Cyhra? Assolutamente sì. Ma se siete alla ricerca di tre quarti d’ora d’evasione senza troppi impegni o sfide sonore, in questo grigio autunno “Letters To Myself” potrebbe essere la scelta che fa per voi.

Voto recensore
6
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2017

Tracklist: Tracklist - 01.“Karma” 02.“Heartrage” 03.“Here to Save You” 04.“Muted Life” 05.“Closure” 06.“Letter to Myself” 07.“Dark Clarity” 08.“Holding Your Breath” 09.“Rescue Ride” 10.“Black Wings” 11.“Inside a Lullaby” 12.“Dead to Me” “Letters To Myself
Sito Web: http://cyhra.com/

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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