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Divercia – Recensione: Cycle Of Zero

Secondo album per i finlandesi Divercia che, sostanzialmente, non cambiano molto il sound del debutto datato 2002, ‘Modus Operandi’: un dark-gothic-doom che aggiunge qualche inserto death metal rispetto al già citato debut album. Fondamentalmente i Divercia non inventano niente, anzi come spesso accade non fanno altro che creare un calderone di citazioni e riferimenti più o meno diretti. Prendete le tastiere pompose dei Cradle Of Filth, le melodie degli Him, lo screming dei primi Sentenced, le chitarre dei Nightwish (magari!, ndr) e avete creato il sound dei finnici. La voce del singer Jiry Aarniva passa dalla melodia monotona ai soliti inserti in screaming che, oramai, non colpiscono più nessuno. Alcuni pezzi non sono neanche male, come la seconda ‘Iron Hearted Cross’ dotata di un bell’arpeggio di tastiera iniziale e una discreta melodia vocale e la bella ‘7.62’, molto nordica e glaciale. Questo ci rivela che le potenzialità non mancano. Ma il resto scorre nella monotonia. Pregi? La geniale idea di produrre il libretto del cd in carta riciclata e la produzione, come al solito perfetta.

Voto recensore
5
Etichetta: Karmageddon Media

Anno: 2004

Tracklist: 01. Of Steel & Man
02. Iron Hearted Cross
03. Overwhelming
04. Cycle of Zero
05. Underground
06. 7.62
07. 2nd Ghost
08. Start at The End
09. God for Gold

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