Crystallion – Recensione: Heads Or Tails

Nati nel 2003 ed inizialmente ispirati da Rhapsody, Helloween e Dragonforce, i tedeschi Crystallion hanno poi virato verso un hard-power-heavy per il quale sono stati apprezzati nel corso di una intensa ed estesa attività live. Orfani del cantante originale Thomas Strübler, che ha lasciato la band dopo quindici anni di militanza tra le sue fila, i Crystallion sono tornati in studio con una nuova cantante ed una nuova casa discografica per aggiungere il quinto tassello alla propria produzione ufficiale. Nonostante sia introdotto da un pezzo strumentale tra I meno evocativi di sempre, “Heads Or Tails” è in realtà un album del ritorno veloce, tosto, che alterna con fluidità trame speed con passaggi più tradizionalmente heavy. Di Kristina Berchtold si potrà difficilmente dire che sia una delle interpreti più espressive o tecnicamente dotate in ambito metal, ma la sua grinta traspare e tanto basta a giustificarne la presenza all’ideale centro del palco, nonostante la tendenza ad appiattire con il suo tono monocorde anche le tracce più promettenti (“Thunderclouds”).

La scena è la vera – e caotica – protagonista della musica dei Crystallion, infarcita com’è di elementi che la rendono decisamente piena: cori avvolgenti, discreti assoli di chitarra ed una batteria scalpitante sono le boe di salvataggio per una formazione che fa della corsa e della densità le sue armi più affilate: quando questi elementi vengono meno, invece, il disco evidenzia una sterilità compositiva che convince assai meno. Il problema è che “Heads Or Tails” sembra intriso di un’entropia, un moto interno casuale e perpetuo, che rende difficile codificarlo: non si tratta di sfuggire alla catalogazione, che sarebbe perfino figo, quanto almeno di seguire una traccia per rimanere in sella, al galoppo e concentrati sull’obiettivo. Se le cose girano per il verso giusto ed il tutto trotterella abbiamo allora cose come “Save Me”, che pur senza raggiungere le vette dell’omonima di Aimee Mann è un bel mid-tempo senza andare troppo per il sottile, oppure “Ready For The Sin”, caso anomalo di canzone che si imbruttisce all’avvicinarsi del ritornello, per poi ristabilirsi. Diversamente, i risultati sono meno brillanti quando le temperature non raggiungono i valori necessari alla fusione e le diverse spinte sembrano sfilacciarsi impazzite: “Living On A Lie” è una successione di semplici accordi senza arte né parte attorcigliati attorno ad un chorus modesto, “The Sleeping Emperor” sarebbe una mini-suite dai toni epici senza alcuna speranza di ingranare, mentre “I’m On Fire” sembra una di quelle canzoni alle quali il cantato è stato appiccicato sopra all’ultimo momento, perché qualcuno doveva pur farlo. Non solo questi brani dicono poco, ma danno anche l’idea di una dispersione di energie che la band possiede, e che avrebbero potuto essere convogliate in modo diverso e più fruttuoso, se solo.

Heads Or Tails” è un lavoro nel quale il bello (che non manca) non è mai troppo bello, proprio come il brutto (che non manca) non è mai troppo brutto, come se la band fondata da Stefan Gimpl e Martin Herzinger avesse finalmente trovato in questa poco avvincente – e spesso disordinata – mediocrità la propria collocazione ideale. Come si conviene ad un gruppo attivo da quasi vent’anni con cinque uscite in saccoccia, i Crystallion sanno suonare metal e possono giocarsela ad armi pari con tante realtà del sottobosco, ma la mancanza di direzione della quale soffre questo disco impedisce di comprendere appieno chi siano oggi e quali siano le loro intenzioni, storicamente ondivaghe e rese ancora più tentennanti dall’innesto della Berchtold. La varietà si trasforma così in confusione, le mancanze tecniche fanno inarcare il sopracciglio e la superficie vellutata sulla quale ogni traccia si avvia verso l’oblio compromette nel giro di qualche minuto la possibilità di mantenere vivo l’interesse ed accesa la fiammella. Questo è un disco che una volta, quando incidere era per molti un sogno a tappe, complicato e spesso irrealizzabile, avrebbe a stento trovato il modo di venire al mondo. Oggi che le maglie del Possibile si sono allargate, questa release ha tutto il diritto di ritagliarsi un posto al sole. O venire completamente dimenticata, nel tentativo.

 

Etichetta: Pride & Joy Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Heads or Tails 02. Knights and Heroes 03. Living on a Lie 04. Save me 05. I’m on Fire 06. The Sleeping Emperor 07. Ready for the Sin 08. The King is Rising 09. Under the Spell 10. The Wild Hunt 11. Thunderclouds
Sito Web: crystallion.org

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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